«Riscopriamo i diritti storici della Liguria»

Mi chiamo Caterina Ghio e faccio parte del Mil. Rimando sicuramente al mittente l'accusa di necrofilia archeologica che ci fa il signor Glauco Berrettoni che parla con rimpianto e nostalgia della Grecia e di Roma.
Riporto l'ultima frase del suo articolo: «Se vogliamo parlare di origini e di identità, parliamo di Italia, di Grecia e di Roma».
Noi ci riferiamo alla Repubblica di Genova nata sulle ceneri di un impero, quello romano, sicuramente e archeologicamente più datato che non la Repubblica genovese; Impero romano costruito su guerre di conquista che certamente non avranno visto tutte le popolazioni conquistate consenzienti e sul quale il signor Glauco Berrettoni preferisce fondare i suoi valori.
Invito il signor M. Lauro a informarsi meglio, noi siamo ben svegli caro Signore ed è inutile che cerchi di ridicolizzare chi si adopera per recuperare valori e tradizioni validissime.
Matteucci parlando del popolo ligure lo ha definito protagonista della storia mondiale, il suo «cala trinchetto», signor Mauro, è perlomeno inopportuno perché fino al 1492 il Mediterraneo rappresentava tutto il nostro mondo.
Devo farLe un appunto anche sullo statuto albertino che non è stata una conquista popolare, ma la gentile concessione di un sovrano che non poteva fare altrimenti. Lo Stato italiano inoltre non è l'erede del Re Sole o di Mazarino, ma di un Vittorio Emanuele II che ha fatto saccheggiare questa città nel 1849 (aprile) facendo stuprare donne giovani e vecchie e uccidendo parecchi genovesi: un re davvero democratico, proprio galantuomo!
La Repubblica di Genova al contrario di altre Nazioni o Imperi, non ha mai fatto guerre di conquista, tanto è vero che non ha mai accresciuto il suo territorio, le sue conquiste erano semmai solo commerciali.
Lei si riferisce alla Meloria e al prigioniero Marco Polo come rappresentante dei veneziani vinti. Cosa dovevano fare i genovesi, viste le continue incursioni di quelli che allora erano i nemici: farselo mettere eufemisticamente in quel posto? Esiste ancora quella parola che si chiama autodifesa? O in certi ambienti radical chic crea disagio?
Certo oggi è meglio per certuni dare spazio alle culture e alle tradizioni degli altri e con manovre masochiste affossare e dimenticare le proprie.
Noi non parliamo di razze o etnie, parliamo di idee, di culture, di identità e di valori per rispondere a A.O. Freda che fa riemergere teorie sulla purezza della razza, teorie, ribadisco, dalle quali il Mil e i suoi aderenti sono ben lontani.
Lungi da noi fomentare odi innaturali: siamo un movimento pacifico che vuole affermare quelli che sono i diritti storici e imprescrittibili della Liguria.