Risolto il mistero dei salmoni ciechi

da Genova

La moria di salmoni in una allevamento aveva come causa il diffondersi della cataratta: i pesci non vedendo, non si nutrivano e quindi morivano; cure ai figli degli ipovedenti ittici hanno portato a sanare tutto l’allevamento. È una delle ricerche raccontate a 280 veterinari oftalmologi, provenienti da 26 Paesi e dai cinque continenti, riuniti al centro congressi del Porto Antico in un convegno internazionale.
«Curiamo cani, gatti e cavalli con le stesse tecniche che usiamo sugli uomini - ha spiegato uno degli organizzatori, il veterinario oftalmologo Claudio Peruccio -. Per esempio facciamo la terapia al laser, le operazioni per la cataratta o inseriamo le lenti intraoculari. Ma lo studio di animali già malati ci permette anche di fare prevenzione per l’uomo. Ad esempio una professoressa svedese sta studiando dei gatti abissini per la prevenzione delle malattie alla retina». L’oculistica veterinaria è molto interessante per chi ha allevamenti. Non solo di cani e gatti, per preparare incroci resistenti a certe malattie che colpiscono la vista, ma anche per chi alleva pesci. Ne sa qualcosa la professoressa norvegese Ellen Bijerkas, un’esperta mondiale del settore, chiamata a risolvere l’enigma della moria continua di salmoni in un allevamento. Scoprì che avevano la cataratta, non vedendo non si nutrivano e quindi morivano. Cure ai figli degli ipovedenti ittici hanno portato a sanare tutto l’allevamento. «La vista si cura anche con la dieta», ha precisato Peruccio. Proprio come per gli umani.