A rispondere ai primi questionari i mandarini cinesi e i soldati Usa

In principio erano i Mandarini, poi è venuto l'esercito. Secondo alcuni studiosi la prima applicazione dei test standardizzati risale all'antica Cina, in cui la selezione dei burocrati imperiali (i Mandarini, appunto) era affidata a domande su filosofia confuciana e poesia.

Molto più vicina a noi è l'applicazione in campo militare. Durante la prima guerra mondiale le autorità Usa introdussero una serie di test obbligatori per valutare le capacità dei giovani coscritti e decidere la loro assegnazione. L'idea si fece strada anche in campo educativo e già nel 1926 un gruppo di università mise a punto una prova il cosiddetto Scholastic aptitude test (la sigla, Sat, è usata anche oggi per il più diffuso test di ammissione al college). A dare una spinta al settore fu nel 1936 il lancio sul mercato del primo rudimentale computer, l'Ibm 805, in grado di scannerizzare le risposte segnate nelle apposite caselle con una penna speciale. L'innovazione semplificò non poco la fase di correzione. Anche per questo negli Usa i test sono un'industria e hanno un ruolo preponderante nella valutazione degli studenti. Si calcola che dall'asilo all'inizio dell'università i ragazzi americani siano sottoposti a una media di 112 prove standardizzate.