Rivoluzione inglese: i figli in provetta avranno due madri

Oggi la decisione in parlamento, gli embrioni creati da una tripla unione di Dna: genitori e donatrice. La nuova tecnica di fecondazione è finalizzata a curare patologie del mitocondrio

Londra - Embrioni sani creati in laboratorio, bambini nati dal materiale biologico di tre genitori. Entro una decina d'anni potrebbero essere questi i risultati ottenuti da una legge sull'Embriologia e la Fecondazione estremamente innovativa che verrà discussa oggi al Parlamento britannico.
In Inghilterra esiste già una normativa sull'argomento, ma il dibattito di oggi ne introduce una nuova, modificata con l'approvazione di una procedura speciale finalizzata a trovare una cura per le patologie del mitocondrio, vale a dire la base energetica della cellula, l'unica struttura oltre al nucleo che possiede una parte genetica e che è in grado di duplicarsi. Attualmente le malattie del mitocondrio colpiscono una persona su 10mila e sono altamente invalidanti.
Secondo gli scienziati questa nuova legge potrebbe evitare la nascita di migliaia di bimbi affetti da simili patologie. Eppure ci sono già moltissime polemiche: i gruppi cristiani e i movimenti per la difesa della vita guardano con orrore a questa «scienza di Frankenstein», che distorce e modifica il corso naturale delle cose. Molto probabilmente oggi anche il Parlamento si spaccherà in due sulla clausola da cambiare nella legge sull'Embriologia e sulla Fecondazione, rispecchiando le due principali tendenze nell'opinione pubblica.
La controversa tecnica consentirebbe la creazione di embrioni ottenuti dal nucleo dell'ovulo di una donna, lo sperma del suo partner e dal mitocondrio sano donato da una seconda donna. Una tripla unione che fino ad adesso viene effettuata soltanto in laboratorio per motivi sperimentali, ma che, secondo i ricercatori del North of England Stem Cell Research Centre di Newcastle, i massimi esperti in materia, entro cinque anni potrebbe venir utilizzata per la riproduzione umana. Se la modifica alla legge venisse approvata, secondo il professor Alison Murdoch, primario del dipartimento di medicina riproduttiva dell'università di Newcastle, offrirebbe nuove possibilità di attuazione ai progressi della ricerca genetica. «Attualmente il nostro lavoro consiste nel trapiantare un nucleo sano da un ovulo fecondato con il mitocondrio malato nell'ovulo fecondato donato da un soggetto sano. Ora bisogna vedere se gli stessi effetti si ottengono quando il processo viene effettuato prima della fecondazione - ha spiegato il medico - non siamo ancora alla fase clinica, ma in futuro grazie alla nuova legge potremmo trovare una cura per le patologie mitocondriali».
Chi si oppone a questa procedura è però convinto che l'approvazione della nuova tecnica sia destinata a spianare la via alla clonazione umana, messa al bando in Gran Bretagna da un'altra legge del 2001. «Noi temiamo che tentando di trovare una cura per le malattie del mitocondrio, alla fine si causino danni peggiori - ha dichiarato Josephine Quintavalle dell'organizzazione Comment on Reproductive Ethics - qui non stiamo imitando la natura, la stiamo pericolosamente distorcendo».