A Roma Alemanno lancia la "tassa sui cortei"

Il sindaco della Capitale: &quot;Un contirbuto da chi organizza manifestazioni. Ci sono la pulizia e altri servizi da fornire, ogni anno ci sono più di 500 cortei&quot;. Il Pd: &quot;Diritto a manifestare è previsto dalla Carta&quot;. <a href="/sondaggio_1a.pic1?PID=121"><strong>Sei d'accordo? VOTA</strong></a>

Roma - "Metteremo una sorta di tassa sui cortei: devono pagare qualche cosa, non possiamo pagare solo noi". Così il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, intervenendo a Cortina InConTra. "Stiamo studiando una delibera apposita per introdurre un contributo ai servizi nel caso delle grandi manifestazioni nazionali".

Contributo Il sindaco di Roma spiega così l'idea lanciata dal palco di Cortina InConTra di una sorta di tassa per i cortei. "Io penso sia giusto che nella definizione delle grandi manifestazioni nazionali che si svolgono a Roma - ha continuato Alemanno - ci sia anche il pagamento dei servizi. Quando c'è una manifestazione c'è per esempio l'Ama che deve ripulire le strade e altri servizi che devono essere resi e credo che nei limiti accettabili e compatibili con il diritto di manifestare sia giusto che da chi organizza le manifestazioni vengano pagati i servizi resi".

Quasi due cortei al giorno Secondo il sindaco di Roma, "i romani pagano un prezzo altissimo a essere capitale: a Roma ci sono più di 525 manifestazioni a carattere nazionale in sei mesi, tanto per fare un esempio. È per questo motivo che pensiamo a una sorta di tassa sui cortei". 

No del Pd "Ormai non ci sono più limiti alla fantasia del sindaco Alemanno nell’inventare nuove tasse. Adesso propone anche di tassare i cortei, ci aspettiamo a questo punto a breve l’introduzione della tassa sui sit-in o di quella sulle assemblee" commenta Umberto Marroni, capogruppo del Pd al Comune. "Consiglierei al primo cittadino - ha proseguito Marroni - di riposare evitando di inventare nuovi balzelli dopo aver già approvato nelle scorse settimane una serie di tasse e aumenti che i romani non si ricordavano da anni e che in autunno andranno pesantemente a gravare sui loro bilanci familiari e su quelli delle imprese romane. Inoltre vorrei ricordare al sindaco Alemanno che la libertà di manifestare è garantita dalla Costituzione e dalle successive normative, quindi dalla fiscalità generale, e che più di un anno fa è stato firmato un protocollo prefettizio dalle sigle sindacali e dai rappresentanti dei partiti per la disciplina delle manifestazioni al fine di ridurre i disagi per la Capitale".