Roma, paura al Gemelli: infermiera con la tbc Primo caso di contagio per una bimba di 5 mesi

L'allarme nel reparto di neonatologia quando un'infermiera ha scoperto di essere malata di tubercolosi. L'ospedale rassicura: "Il rischio di contagio non è elevato". Ma una bimba di 5 mesi sarebbe già stata contagiata. Per precauzione più di mille bimbi saranno sottoposti a controlli. E la Polverini convoca l'unità di crisi

Roma - E' allarme al policlinico Gemelli, dove un'infermiera del reparto di neonatologia ha scoperto di essersi ammalata di tubercolosi. La donna è stata immediatamente sospesa dall’incarico, ma per ragioni precauzionali oltre mille bambini nati nella struttura da marzo fino metà luglio verranno sottoposti a controlli a partire da domani in un ambulatorio dedicato.

Primo caso di contagio Una bambina di 5 mesi ricoverata all’Ospedale Bambino Gesù è il primo caso di contagio di tubercolosi legato alla malattia dell’infermiera del nido del Policlinico Gemelli. La piccola è ricoverata da metà luglio ed è in buone condizioni. Tra medici, infermieri e personale invece non risulta alcun contagio. Intanto l'infermiera è ora in cura con una terapia antitubercolotica ma vista la delicatezza del suo incarico, in accordo con l’assessorato alla Sanità della Regione Lazio, è stato deciso di avviare i test sui piccoli. Il rischio che i bambini siano stati contagiati, ha spiegato il responsabile del reparto Costantino Romagnoli, "non è giudicato elevato". "La maggiore possibilità di essere stati contagiati riguarda chi convive con un malato", ha aggiunto il medico sottolineando che in un nido il contatto fra personale sanitario e i piccoli è più diradato e non è sempre la stessa infermiera ad occuparsi dello stesso bambino.

Convocata l'unità di crisi La presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, ha convocato oggi pomeriggio, presso la sede della giunta, una riunione con l’Unità di coordinamento, attivata dall’assessorato regionale alla Salute, per un primo bilancio sulle attività di prevenzione sui bambini nati presso l’Ospedale Gemelli in seguito al caso di tubercolosi di una infermiera del nosocomio.

Controlli su 1000 bimbi Per sicurezza la struttura da domani mattina sottoporrà i bambini, 25 ogni giorno, a visite e ad un esame del sangue, più accurato rispetto a quello classico della intradermo reazione, utilizzato in genere sugli adulti. Basteranno 48 ore per avere il risultato degli esami. I bambini saranno accolti da una squadra di medici attrezzata per fare fronte a questa emergenza, pool che sarà coordinato dallo stesso Romagnoli.

La malattia La tubercolosi, o tisi, è una malattia infettiva causata dal Bacillo di Koch che si trasmette attraverso l'aria, proprio come il raffreddore. I sintomi di un eventuale contagio sono la tosse persistente e la febbre. La malattia si sviluppa dal momento del contagio, in circa 12 settimane. Per questa ragione è stato deciso di iniziare a controllare i bambini nati a partire dal primo marzo assieme ad un gruppo di più piccoli nati nelle ultime settimane. I controlli, ha anche spiegato Romagnoli, dureranno alcuni mesi.