Roma, truffa da 9 milioni di euro per un falso Modigliani

Il dipinto era stato attribuito da Modigliani e spacciato per vero tanto che era stato esposto per un breve periodo anche all'interno delle sale dell'Avvocatura di Stato: era un falso

Il facoltoso uomo d'affari americano e appassionato di Modigliani è stato salvato da quella che era una truffa bella e buona visto che stava per acquistare un dipinto che l'artista non aveva mai realizzato

Dopo Genova ecco spuntare altri dubbi (questa volta però completamente fugati) sull'effettivo valore di un dipinto titolato Jeune femme à la guimpe blanche. Un Modigliani a tutti gli effetti se si guarda con un occhio poco attento (e non professionale). Peccato che il pittore non abbia mai realizzato un quadro del genere. Ad accorgersene sono stati gli uomini dell'Arma in forze ai beni culturali che hanno immediatamente bloccato la trattativa tra un facoltoso americano e un mediatore d'arte prima che questa avvenisse. Lo stesso imprenditore aveva anche sponsorizzato tempo fa una mostra del Modigliani a Roma proprio per quel quadro ottenendo, attraverso il finanziamento dell'esposizione, un diritto di prelazione sull'acquisto da parte di una famiglia ungherese (di dubbia esistenza) proprietaria del ritratto. Una truffa bella e buona architettata ad hoc per poter sottrarre 9 milioni di euro dal conto di un appassionato d'arte americano.

È stata richiesta una nuova perizia dell'opera spiega La Repubblica poiché il mediatore è convinto dell'autenticità visto che secondo lo stesso si tratterebbe di Simone Thiroux, una studentessa di medicina con cui l'artista avrebbe vissuto e con la quale nonostante la corta relazione ebbe anche un figlio di nome Gèrald nel 1917. Modigliani però si rifiutò di incontrare il figlio e non lo riconobbe.

L'artista è forse tra i più falsificati in assoluto, celebre la storia raccontata anche da Argan della "Beffa delle teste di Modigliani" del 1984. In questo periodo a Livorno si stava allestendo una mostra per celebrare la nascita dell'artista quando una storia inizia a percorrere i corridoi cittadini, e successivamente nazionali e mondiali, che vedrebbe l'artista gettare quattro delle sue famose teste scolpite nei canali livornesi. Questo perché insoddisfatto dei risultati. Inizia la corsa per trovare le famigerate teste; vengono dragati canali e perquisito anche il più misero scolo livornese ma delle teste nessuna traccia. Ma dopo 8 giorni di ricerca ecco spuntare una testa, agguantata sotto i riflettori dei media italiani. Per quaranta giorni si grida al capolavoro ma poi si viene a scoprire che erano opera di tre burloni Michele Ghelarducci, Pietro Luridiana e Pierfrancesco Ferrucci invitati in trasmissione Rai anche a replicare le opere in modo da poter dimostrare che effettivamente non erano di Modigliani ma di tre studenti d'arte.