Aggressione ai giornalisti de L'Espresso: arrestati leader estrema destra

Sono ritenuti responsabili di un'aggressione ai danni di un giornalista e di un fotografo de L'Espresso: rapina aggravata e lesioni aggravate sono i reati contestati

Giuliano Castellino e Vincenzo Nardulli sono stati arrestati ai domiciliari dalla Polizia: i due, rispettivamente leader di Forza Nuova ed esponente di Avanguardia Nazionale, sarebbero ritenuti responsabili dell'aggressione avvenuta al cimitero del Verano lo scorso 7 gennaio. L'accaduto ha riguardato l'attacco ai danni di Federico Marconi (giornalista) e di Paolo Marchetti (fotografo) de L'Espresso che stavano documentando la celebrazione per l'anniversario dei morti di Acca Larentia.

La Digos si è occupata delle indagini; secondo la ricostruzione degli investigatori i militanti di estrema destra avrebbero inizialmente bloccato i due e poi obbligati a cancellare alcune fotografie e videoriprese. L'accusa per entrambi è di rapina e lesioni aggravate. Ai due inviati sarebbero state inoltre rivolte frasi del tipo: "Ti sparo in testa. A me delle guardie non me ne frega un c****. Damme sto telefono, devo vedere io se le hai cancellate".

L'appello di Forza Nuova

Roberto Fiore, capo di Forza Nuova, sulla propria pagina Facebook ha commentato: "Il video dell'evento è stato visto da decine di migliaia di persone, che hanno potuto constatare che vi fu soltanto un'animata discussione. Esiste anche un rapporto della Digos, presente durante il diverbio, in cui si dichiara che non ci fu aggressione. Inoltre, i due giornalisti de "L'Espresso", alla fine del confronto, riferirono di non voler denunciare, ma cambiarono idea non appena arrivati alla sede del giornale". Perciò è stata convocata una mobilitazione "per sabato 30 marzo alle ore 16 in Piazza Scotti (sotto casa di Giuliano Castellino) per chiedere l'immediata liberazione di Castellino e Nardulli".