Emergenza rifiuti, i romani sigillano i cassonetti per protesta

Cassonetti maleodoranti e infestati dai topi sono stati sigillati in diverse zone della Capitale. Dal centro alla periferia torna lo spettro dell'emergenza rifiuti

Con il rientro dei romani dalle ferie, nella Capitale torna lo spettro dell’emergenza rifiuti. Un’emergenza che in diversi quartieri, in realtà, non è mai cessata. Tanto che alcuni residenti, dopo mesi di disservizi, sono stati costretti a sigillare i cassonetti per evitare che gli odori nauseabondi si propagassero all’interno dei palazzi. I bidoni della spazzatura, infatti, di rado vengono sanificati dall’azienda, figuriamoci nei giorni neri della crisi. Così il pattume rimasto a macerare per settimane nei secchioni si è putrefatto rilasciando liquami maleodoranti. Il caldo di questi giorni non ha aiutato e il problema della puzza da settimane è tornato ad affliggere tanto i cittadini, quanto i dipendenti dell’Ama.

Il risultato è che in alcuni quartieri di Roma passeggiare senza doversi turare il naso è diventato un lusso. In tanti, quindi, di fronte alle lacune del servizio si arrangiano come possono. A piazzale Jonio, ad esempio, un cassonetto lercio e infestato dai topi è stato sigillato con lo scotch dai residenti, con tanto di avvisi scritti a mano. “Non aprite ci sono i topi”, si legge sui cartelli. A segnalarlo è Luca Laurenti, blogger e attivista contro il degrado, che testimonia come i rifiuti ristagnino nel bidone da almeno tre mesi.

Anche in altre zone della Capitale i cittadini esasperati hanno fatto ricorso a metodi rudimentali per arginare i cattivi odori. Un po’ per protesta, un po’ per necessità i cassonetti sono stati avvolti con lo scotch da pacchi anche a Centocelle e nel centralissimo rione Prati. Secondo alcune segnalazioni raccolte dal Messaggero, in particolare, nel quartiere alla periferia Est della Capitale l’umido verrebbe portato via “ogni due o tre mesi”.

Ma la piaga della puzza non dipende solo dai ritardi cronici nella raccolta. Anche la manutenzione dei cassonetti fa acqua da tutte le parti. Secondo una recente denuncia della Cgil la municipalizzata dei rifiuti non avrebbe addirittura in dotazione i macchinari che servono a lavare e sanificare i contenitori dei rifiuti. Intanto per le strade di Roma i sacchetti dell’immondizia sono tornati ad accumularsi attorno ai secchioni, anche davanti ad aree sensibili come scuole e asili. La scorsa settimana sono rimaste fuori dal ciclo di smaltimento circa mille tonnellate di immondizia, un terzo della produzione giornaliera di rifiuti dei romani.

Commenti
Ritratto di Zizzigo

Zizzigo

Mer, 18/09/2019 - 17:47

"il pattume rimasto a macerare per settimane nei secchioni si è putrefatto rilasciando liquami"... con delle biomasse del genere potrebbero produrre gas e una buona quantità d'energia... ma a lavorare ci si sporca, si suda e si puzza... e poi bisognerebbe lavarsi...

Ritratto di LANZI MAURIZIO BENITO

LANZI MAURIZIO ...

Mer, 18/09/2019 - 18:04

avete voluto la Raggi adesso dovete subirla fino alla fine. Ormai vivete in una discarica d'immondizia.

Beaufou

Mer, 18/09/2019 - 18:15

Ai Romani suggerisco un modo per superare l'emergenza rifiuti: nei cassonetti (ne basta uno, se c'è posto) c'infilino il sindaco Raggi, e per successivo sindaco scelgano qualcuno che lo sappia fare. Quando un sindaco lascia una città in balìa dei rifiuti significa solo che è inetto e inadeguato, e va sostituito.

zadina

Mer, 18/09/2019 - 18:25

Il problema della spazzatura nel territorio di Roma in prima parte sono le ditte e i loro dipendenti che non fanno onestamente il loro dovere e i cittadini che non fanno la raccolta differenziata io abito in Romagna nella città di Forlì noi come cittadini facciamo la selezione nei contenitori per il vetro, il cartone, la plastica, l'umido, indumenti, metallo, il secco i giorni prescritti fanno la raccolta ma non trovi neppure un fazzoletto di carta sulla strada o sul marciapiedi è questione di educazione e rispetto per se stessi e per il prossimo. (Un proverbio dice guarda e impara) chi è causa del suo male pianga se stesso.

Pigi

Mer, 18/09/2019 - 19:45

Il problema è la raccolta differenziata, che si è voluto imporre a tutti i costi anche quando non è fattibile, come in diverse grandi città. A Parigi la raccolta differenziata è solo del 13%, perché evidentemente non la ritengono utile. Bisogna cambiare completamente il modo di pensare: la priorità assoluta deve andare alla pulizia. Una volta che la città è pulita, si può pensare a differenziare la raccolta, con gradualità e pronti a tornare indietro, se non funziona.