La giunta Raggi perde pezzi: lascia il vice presidente dell'Assemblea capitolina

Dopo appena tre mesi si dimette dall'incarico di vice presidente vicario dell'Assemblea capitolina, Enrico Stefàno, il fedelissimo della Raggi che aveva preso il posto di Marcello De Vito

Mentre il Campidoglio è alle prese con l’emergenza rifiuti, la giunta Raggi continua a perdere pezzi. L’ultimo dei dimissionari è Enrico Stefàno, vice presidente vicario dell’Assemblea capitolina. Non sono ancora chiari i motivi del passo indietro annunciato su Facebook con un post sibillino. “A mente fredda spiegherò i motivi”, scrive il trentaduenne fedelissimo di Virginia Raggi, pubblicando la foto della lettera protocollata a Palazzo Senatorio. “Resta il mio pieno e incondizionato appoggio alla maggioranza e a Virginia, che in questi tre anni sta facendo un lavoro straordinario e merita il supporto di tutti, amministratori e soprattutto cittadini”, specifica l’esponente grillino scelto dalla sindaca per sostituire Marcello De Vito dopo l’arresto per corruzione.

“Continuerò a lavorare per Roma, che amo, dando il massimo per vedere realizzata la nostra idea di città”, promette Stefàno, mentre il Corriere della Sera ipotizza che possa trattarsi di un gesto politico volto ad ufficializzare la propria posizione. Dopo essere stato coinvolto nelle carte dell’inchiesta per corruzione sul nuovo stadio dell’As Roma, il capogruppo grillino in Campidoglio non si era dimesso ufficialmente dallo scranno più alto dell’Aula Giulio Cesare. Per questo la Raggi non ha potuto far sedere Stefàno alla presidenza dell’Assemblea capitolina. Da qui, secondo i bene informati, sarebbero nate una serie di difficoltà, anche tecniche, nell’espletare la nuova funzione di presidente in pectore.

Lega e Pd, però, si scagliano contro l’amministrazione capitolina. “Inquieta e stupisce che dopo 106 giorni dall'arresto di Marcello De Vito, la maggioranza grillina non sia ancora riuscita a revocarlo dal ruolo di presidente”, ha attaccato Enzo Foschi, vicesegretario del Pd Lazio. “L'Aula non è più in condizione di svolgere il suo lavoro” anche secondo il capogruppo leghista all’Assemblea capitolina, Maurizio Politi. “La mancata responsabilità del Movimento Cinque Stelle ha portato una situazione di stallo”, accusano i consiglieri della Lega, per i quali le dimissioni di Stefàno rappresentano “un altro esempio dell'inadeguatezza della squadra di Virginia Raggi”.