L’eterna epopea della stazione di Vigna Clara

Viene aperta per la prima volta in occasione dei Mondiali di Italia ‘90. Poi subito chiusa. Da allora versa nel degrado più totale con buona pace dei cittadini

Quello della stazione di Vigna Clara è un progetto fallimentare con una storia lunga 30 anni. Viene aperta per la prima volta in occasione dei Mondiali di Italia ‘90. Poi subito chiusa. Poi riaperta in occasione del Giubileo del 2000 e da allora ferma. Da allora silenzio. Miliardi spesi senza senso.

“Al momento è impossibile azzardare un’ipotesi di riattivazione”, Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) dice no alla possibile riapertura dello snodo, a nord della capitale, che quindi rimane fuori servizio fino a data da destinarsi. Una notizia che suscita lo sconforto tra i residenti che speravano nella data ipotizzata: dicembre 2019.

La riapertura viene posticipata da un ricorso al Tar presentato proprio dai cittadini della zona che evidenziavano problemi sulla staticità dei palazzi e vibrazioni al passaggio dei treni. Il 25 settembre scorso si è tenuta l’ultima udienza da cui non è scaturito nulla di buono. Per ora è tutto fermo con Rfi in attesa di conoscere il responso dei giudici.

Oggi questa stazione versa in uno stato di completo degrado. È del tutto abbandonata. I cittadini lamentano di essere stati lasciati soli. Basta un temporale per ritrovarla completamente allagata. Le barriere per l’ingresso in alcuni punti sono crollate, i tornelli non sono previsti (solo telecamere a circuito chiuso), rendendo strada facile per i senza tetto che qui vogliono trovare riparo.

Il tunnel sotterraneo versa nella sporcizia più totale. La cabina quadro di controllo della circolazione sui binari è accessibile facilmente a tutti, i cavi sono scoperti, le sale macchine senza presidio. Le traversine, abbandonate ai lati dei binari, rischiano di essere pericolose per la salute a causa di numerosi agenti chimici sprigionati. Un’epopea, insomma, che sembra non avere fine.