L'ex Provincia di Roma premia i suoi dirigenti con stipendi da capogiro

Indennità che superano gli 80mila euro e stipendi che raramente scendono sotto i 100mila. E per sapere a quanto ammontano le gratifiche, la Città Metropolitana paga un nucleo di valutazione

Stipendi da capogiro, che raramente non superano i 100mila euro all'anno, con tanto di indennità e incentivi. Sembra che la crisi non vada a toccare i dirigenti dell'ex Provincia di Roma, diventata ora Città Metropolitana.

Ad istituirla era stata la legge Delrio del 2014, che aveva abolito suffragio popolare e democrazia rappresentativa, sostituendo le elezioni provinciali con un voto di secondo livello, togliendo l'elezione al popolo e lasciandola nelle mani dei sindaci e dei consiglieri dei Comuni, che si votano tra loro. La riforma Delrio, come ricorda Il Tempo, ha depotenziato l'ex Provincia nelle funzioni e ridotto le risorse a lei destinata.

Eppure, nonostante manchino i fondi per la manutenzione delle strade o per le scuole, gli stipendi dei dirigenti della Città Metropolitana non sembrano soffrirne. Sul sito dell'ex Provincia di Roma, infatti, sono state pubblicate le retribuzioni annue lorde dei dirigenti di Palazzo Valentini. I dati si riferiscono all'anno 2017, le cui indennità sono state pagate nel 2019.

Il "colletto bianco" più pagato è Maria Zagati, con un compenso di oltre 190mila euro lordi l'anno, che comprendono oltre 43mila euro di stipendio di base, la stessa cifra di quasi tutti gli altri dirigenti, a cui vanno aggiunte indennità e incentivi. La Zagati risulta essere destinataria di altri 66.432,99 euro di indennità di posizione e di 81.277,90 euro di indennità di risultato. Totale: 191.171,87 euro per l'anno 2017. Poi si piazzano Claudio Di Biagio (185.123,70) e Giuseppe Esposito (187.200,52, di cui 75.282,86 di indennità di risultato). Poco meno lo stipendio di Paolo Berno, Antonio Capitani e Stefano Carta, che hanno guadagnato 163.669,44 euro nel 2017, di cui oltre 53mila di indennità di risultato.

Lo stipendio dei dirigenti è formato da una quota fissa, uguali per tutti i dirigenti, un'indennità di posizione, che varia da oltre 30mila a oltre 66mila euro, e un'indennità di risultato, che è calcolata in base alle performance valutate dal Nucleo di controllo strategico. Questo organismo è composto da tra membri, pagati dai 18 ai 20mila euro lordi. In sostanza, come sottolinea Il Tempo, la Città Metropolitana di Roma Capitale pagherebbe un nucleo di valutazione, per sapere quanto pagare i suoi dirigenti.

Commenti

Epietro

Gio, 07/11/2019 - 11:30

Ma chi paga in effetti, se Roma è sempre bisognosa di interventi dello Stato?