Opel Fiumicino, la Lega non ci sta: "Non abbandoneremo i 62 lavoratori"

Presentata un'interrogazione a risposta scritta: "Il governo ora ci dica se ha intenzione di affrontare il problema"

Nelle scorse settimane la Opel Italia S.r.l. di via della Corona Boreale n. 80, Fiumicino (RM), ha comunicato ai 62 lavoratori di voler procedere al licenziamento. Non sarebbe stata proposta alcuna alternativa concreta: l'intenzione di porre fine al rapporto di lavoro sarebbe stata comunicata addirittura con poco preavviso.

La vicenda

L'obiettivo di esternalizzare l'attività del magazzino con un servizio di outsourcing trova la base sulla recente acquisizione della casa automobilista tedesca da parte del gruppo francese PSA, proprietario dei marchi Citroën, Ds e Peugeot. Tale scelta ha spinto il gruppo francese a valutare e successivamente avviare una generale riorganizzazione.

Grazie a una contestazione dei sindacati, la prima procedura di licenziamento è stata revocata, ma nei giorni scorsi l'azienda ha fatto pervenire ai 62 dipendenti una nuova lettera, recante la comunicazione del licenziamento collettivo.

"Sradicare le ingiustizie"

Il lavoratore Tiziano Baldelli ha ribadito la gravità della situazione in esclusiva a il Giornale, spiegando come sarebbe necessario "il sostegno di tutti i partiti perché il problema del lavoro racchiude anche diverse questioni: quando c’è mancanza di rispetto e delle regole, viene e mancare il valore della democrazia". Il rappresentante sindacale ha sottolineato nuovamente l'importanza delle istituzioni: "Pensiamo che la cosa primaria non sia il colore politico: ci leghiamo a tutti coloro che vogliono sradicare le ingiustizie e le miserie".

La posizione della Lega

A presentare un'interrogazione a risposta scritta è stato William De Vecchis: "Si chiede di sapere se il governo stia valutando di convocare un tavolo ministeriale per affrontare il tema" ma anche "quali siano le iniziative che i ministri competenti vogliano adottare al fine di tutelare i lavoratori coinvolti".

Il senatore della Lega ha spiegato come le alternative in reltà non mancherebbero: "Per i lavoratori interessati si potrebbero prefigurare il ricollocamento presso i centri di Tiburtina e Collatina, l'assorbimento da parte dei soggetti che subentreranno ad Opel oppure la cassa integrazione". Inoltre c'è da considerare che l'azienda ha due sedi in Lombardia: "Una a Milano in via Gallarate n. 199, dove operano circa 150 dipendenti, l'altra a Pregnana milanese (MI) in via Vanzago n. 22, dove lavorano 58 dipendenti, sedi presso le quali si potrebbe valutare di collocare alcuni dipendenti del polo di Fiumicino".

Il vicepresidente della Commissione Lavoro di Palazzo Madama ha reputato l'atteggiamento della Opel "inaccettabile, arrogante e irrispettoso". Il duro monito è rivolto ai francesi: "Devono capire che in Italia non si possono lasciar per strada senza alcun motivo lavoratori onesti". Da parte del Carroccio è stata ribadita la vicinanza agli operai: "Ci faremo sentire, con la protesta organizzata sotto la Opel e in ogni sede istituzionale. Noi non li abbandoneremo mai".

Commenti

Albius50

Gio, 17/10/2019 - 10:42

La soluzione esiste ed è in mano a noi ITALIANI, personalmente NON ACQUISTO + AUTO UE (VISTO CHE NON ABBIAMO + AZIENDE IN ITALIA) esiste un ottima alternativa EXTRA UE.