Il pendolare Atac, eroe nel Far West romano

L’odissea dei passeggeri che a migliaia ogni giorno attraversano la capitale tra mezzi in fiamme, assalti di gang, aggressioni e sassaiole

Finestrini in frantumi. Incendi. Aggressioni. E quando va bene incidenti. Ecco i rischi che deve subire il pendolare romano, vero eroe di quartiere, sbalestrato tra corse e spericolati fuori programma. Duecentocinquanta incidenti l’anno. Quello di ieri sulla Cassia è solo l’ultimo di una lunga lista di imprevisti che possono capitare a romani e turisti quando scelgono di salire a bordo di un mezzo dell’Atac.

Un sistema fuori controllo. Dal 2016 a oggi si contano 148 mezzi abbrustoliti. Non c’è zona della città che non abbia avuto la sua “esperienza fiammante”. Da via del Tritone (in pieno centro) alla Palmiro Togliatti, da Colli Aniene a piazzale Clodio, a due passi dalla città giudiziaria.

La procura di Roma, indagando, ha capito l’origine del disastro: nelle officine si cannibalizzavano i bus già ridotti a rottami, si rattoppavano quelli ancora circolanti e poi si incrociavano le dita. Si è visto com’è andata. Lo scrive Il Messaggero. Accade così che il tram non frena e il bus viene tamponato: sei feriti all’Esquilino. Si contano anche i deragliamenti nel triste bilancio degli incidenti che coinvolgono i mezzi di superficie con le loro 249 linee. A Flaminio il tram 2 è uscito dalle rotaie. Sono solo alcuni flash di alcuni dei sinistri che segnano una vera e propria escalation.

Nel 2016 gli incendi dei bus si fermavano a quota 36. Lo scorso anno per ben 40 volte romani e turisti hanno dovuto assistere all’ormai noto incendio degli autobus, mezzi avvolti dalle fiamme, colonne di fumo, esplosioni. In 11 casi i mezzi sono stati completamente distrutti. Nel 2017 ci sono stati 46 episodi di incendio, secondo i report della municipalizzata. Nel 2019 sono stati 25 i bus che hanno preso fuoco considerando anche mezzi della Tpl, con un picco a gennaio: ben quattro nel primo mese dell’anno.

Le corse soppresse da Atac sono state più di 1 milione 650 mila. In pratica al giorno sono state oltre 4.380 i viaggi scomparsi. E anche in questo caso, così come nel settore degli incidenti, c’è stato un aumento del fenomeno di circa il 27% rispetto al 2017. Anche il comportamento degli autisti a volte sembra essere inadeguato. A volte i passeggeri immortalano il conducente indaffarato a smistare faccine e vocali di Whatsapp, mentre con l’altra mano sterza nel traffico cittadino.

C’è infine chi si mette strafatto o ubriaco al volante: l’Atac ne ha beccati 8 solo lo scorso anno. Tutti incastrati, per fortuna, dai test che vengono fatti agli autisti. Il resto è cronaca. Aggressioni, zuffe e sassaiole a bordo. Oltre 200 casi l’anno. A volte contro i passeggeri, altre contro i conducenti. È il far west della capitale. E a farne le spese sono sempre e comunque i poveri pendolari.