Rifiuti, a Roma si rischia una nuova emergenza. E la Raggi scrive a Costa

La sindaca di Roma Virginia Raggi chiede aiuto al ministro dell'Ambiente sul dossier rifiuti mentre l'ad di Ama, Paolo Longoni, lancia l'allarme sul rischio di "nuove criticità"

L’sos è stato lanciato poche ore dopo la conclusione del giuramento del nuovo governo. Una circostanza che indica come il dossier rifiuti della Capitale sia tutt’altro che archiviato e, anzi, che una nuova emergenza sia alle porte, complice il rientro dei romani dalle ferie e la riapertura delle scuole.

La sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha chiesto al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa di intervenire immediatamente sulla questione. Dall’inizio dell’estate non è cambiato nulla, a parte che Raggi e Zingaretti hanno sotterrato l’ascia di guerra dopo essersi ritrovati alleati. L’impianto di Malagrotta resta attivo soltanto per metà a causa dei lavori di manutenzione mentre il Tmb Rida di Aprilia, che secondo l’ordinanza emessa dalla Regione Lazio doveva tenersi la spazzatura inviata dal Campidoglio, non ce la fa a sostenere il carico che arriva dalla Capitale e ieri ha chiuso le porte ai mezzi Ama. “Non siamo mai venuti meno ai nostri doveri contrattuali”, rivendica il presidente della società, Fabio Altissimi. “La nostra disponibilità è sempre stata assoluta – ha spiegato - tale disponibilità, però, non può prescindere dagli obblighi imposti dall'ordinanza che richiama precisi riferimenti a percentuali di recupero energetico (che come a conoscenza di tutti nel Lazio sono assolutamente insufficienti)”.

Così almeno 1.500 tonnellate di immondizia alla settimana rischiano di accumularsi di nuovo sulle strade di Roma. Numeri che preoccupano anche l’ad di Ama, Paolo Longoni, che si aspetta “nuove criticità nelle prossime settimane”. Con il suono della prima campanella e il ritorno dalle vacanze si prevede, infatti, un picco nella produzione dei rifiuti. E il sistema potrebbe di nuovo andare in tilt. I problemi non riguardano solo il trattamento e lo smaltimento degli scarti, per via della carenza di impianti, ma anche la raccolta. Quasi la metà della flotta della municipalizzata, come spiega Il Messaggero, è ferma. L’idea della Raggi di spedire i rifiuti oltre confine, manco a dirlo, ha fatto flop. L’offerta avanzata dalla Svezia non è sufficiente a smaltire il quantitativo di immondizia prodotta dai romani e per raggiungere un accordo con un altro partner straniero i tempi non sono brevi. Intanto, rimane il no dei grillini a discariche e termovalorizzatori e quindi si continua a navigare a vista, convogliando i rifiuti nelle Marche e in Abruzzo almeno fino a dicembre. M

a le scene di degrado dei mesi scorsi rischiano di riproporsi agli occhi dei romani. “Abbiamo ricevuto un paio di segnalazioni dai cittadini e preoccupa il fatto che la sindaca mandi un messaggio di emergenza”, ha fatto sapere all'Adnkronos il presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Antonio Magi, che lo scorso luglio aveva lanciato l’allarme sui rischi sanitari legati agli accumuli di spazzatura in strada.