Roma, esame di maturità al via tra cumuli di rifiuti

Cassonetti pieni e marciapiedi impraticabili davanti a decine di istituti della Capitale nel giorno della prima prova dell'esame di maturità. L'Associazione Nazionale Presidi: "Messaggio culturale e pedagogico negativo"

I trentaseimila studenti medi che oggi hanno varcato le soglie dei licei romani per sostenere la prima prova dell’esame di maturità sono stati accolti da cumuli di spazzatura. È il nuovo allarme dell’Associazione Nazionale Presidi che ha denunciato la presenza di cataste di immondizia davanti alle scuole.

Ieri era stato già il Codacons a lanciare l’allarme sul rischio di una “emergenza sanitaria” connessa al mancato ritiro dei rifiuti da parte dell'Ama, complici le temperature africane. “L'emergenza rifiuti nella Capitale non rappresenta solo una forma di degrado, ma è un potenziale rischio per la salute di migliaia di cittadini che vivono in prossimità dei cassonetti”, aveva segnalato l’associazione dei consumatori annunciando un esposto contro il Campidoglio e la municipalizzata per il “pericolo epidemia”.

Dal Seneca all’Avogadro, i marciapiedi che si trovano davanti alle scuole superiori della Capitale sono invasi dalla spazzatura. Non si fa differenza tra il centro e la periferia, i cassonetti ricolmi e l'odore nauseabndo sono una livella che accomuna tutti. “A scandire l’esame sarà il tanfo dell’immondizia”, si lamenta Mario Rusconi, presidente dell’ANP di Roma, sentito dal Messaggero. Per il capo dell’associazione dei dirigenti scolastici della Capitale si tratta inoltre di un “messaggio culturale e pedagogico negativo di fronte a un'incuria non più sopportabile che dimostra ancora una volta la discrasia che esiste tra le affermazioni reali e i pensieri delle amministrazioni”.

Già lo scorso inverno, infatti, la stessa associazione era intervenuta facendo appello direttamente alla sindaca Virginia Raggi per rimuovere l’immondizia che assediava gli istituti scolastici al rientro delle vacanze di Natale. “Dalla Garbatella alla Tuscolana, passando per zone centrali come Prati, le strade della Capitale sono invase di spazzatura che rimane giorni sotto al sole cocente senza essere rimossa”, ha attaccato anche il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. Il rischio, ha spiegato, è che “il caldo acceleri i processi di putrefazione attirando insetti, ratti, gabbiani e altri volatili, con conseguenti rischi igienico-sanitari per la popolazione”.