Tre vigili urbani corrotti con gelati e pranzi gratis

Tre vigili del I Gruppo avrebbero accettato regali culinari, come pranzi e gelati, da alcuni negozianti che svolgono la loro attività nel cuore di Roma

Gelati e pranzi gratis ai vigili urbani invece delle classiche mazzette di denaro per soffiate sui controlli ai locali. Succede nel cuore di Roma, nella zona compresa tra Fontana di Trevi, Campo de’ Fiori e piazza di Spagna. A finire nei guai, come riporta Il Messaggero, tre agenti del I Gruppo indagati e finiti a processo per presunti favoritismi nei confronti di alcuni commercianti. I vigili finit nell’occhio del ciclone sono accusati a vario titolo di rivelazione di segreto d'ufficio e corruzione.

Secondo l’accusa, gli indagati accettavano i pensieri culinari offerti loro dai negozianti per fargli passare i controlli o avvisarli del giorno in cui sarebbero avvenuti. I tre lavoravano in una delle aree di Roma più famose prestigiose, frequentate da migliaia di turisti che passeggiano tra le vie affollate nelle quali spiccano tesori storico-architettonici di immenso valore.

Qui, come del resto in altre zone della città, i commercianti sono tenuti a mantenere un certo decoro e a rispettare delle regole comunali. Dopo anni di conoscenza è inevitabile che tra chi lavora sempre nella stessa zona si instauri una certa confidenza e complicità. Meno, però, che tutto ciò poi sfoci in comportamenti non regolamentari.

Qualcuno forse ha voluto fare il furbo riuscendo a trovare il modo per evitare possibili grane con la legge e le maxi multe che ne sarebbero conseguite. Informazioni utili sui controlli delle forze dell’ordine in cambio di squisitezze che allietano il palato da assaporare in uno scenario suggestivo.

La vicenda è stata portata alla luce in seguito ad una maxi inchiesta che avrebbe dovuto portare all'accertamento di infiltrazioni della Ndrangheta tra le strade del centro. Nel corso dell’attività investigativa vengono monitorate decine di attività, disposte intercettazioni e pedinamenti. Ma di organizzazioni malavitose non vi è traccia.

Gli inquirenti, però, scoprono che alcuni vigili urbani fanno soffiate sui controlli in cambio di piccole ricompense culinarie. Sempre come riporta Il Messaggero, Franco C., si limita per tre volte nel 2013 a segnalare“a un imprenditore della ristorazione e della ricezione turistica” come scrive il pubblico ministero, senza ricevere nulla in cambio, macchiandosi solo di rivelazione di segreto d'ufficio. Due suoi colleghi, nello stesso periodo, accettano la ricompensa ritrovandosi così accusati di corruzione assieme a chi li ha rifocillati.

Come contesta la Procura, Fabio C. con il pagamento di una cena, alla Barcaccia, e con la promessa di altre due, e Alessandro E. con gelati a volontà. Quest’ultimo, più che di rivelare dritte avrebbe evitato di fare i controlli. L'imputato, riporta la contestazione, “per porre specifici atti contrari ai doveri del suo ufficio, consistenti nell'omettere di effettuare i controlli nella gelateria in piazza Trevi riceveva dal gestore consumazioni e la dazione di 200 euro prelevate in parte dalla gelateria e in parte dal Numbs bar & restaurant di piazza di Spagna”. Michele Gentiloni Silveri, legale di uno dei tre agenti, si mostra fiducioso: “Siamo convinti di poter spiegare la posizione alla Corte”.

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Commenti
Ritratto di Arduino2009

Arduino2009

Mar, 19/11/2019 - 22:42

Vendettero Gesù per 30 denari, figuriamoci cosa si può vendere con pranzi e gelati.

Ritratto di Fabious76

Fabious76

Mer, 20/11/2019 - 00:26

E pensare che questi soggetti vengono pagati con i soldi di noi contribuenti! Vergogna!

bremen600

Mer, 20/11/2019 - 02:37

Quando si arriva al GELATO come sistema di corruzione,l'azienda ITALIA può portare i libri in tribunale e dichiarare fallimento.