Roma, no all'esercito nelle periferie: il governo boccia l'idea della Raggi

Doppia bocciatura al sindaco della Capitale: l'esercito non può essere l'unica soluzione ai problemi della città

Esercito nelle periferie di Roma? No! Da parte del governo arriva una doppia bocciatura: come riportato dall'edizione odierna de Il Messaggero, la risposta avrebbe trovato una convergenza tra il Ministero della Difesa e il Viminale. Nella giornata di venerdì 16 novembre - in occasione del comitato per l'ordine e la sicurezza - si parlerà anche di questo tema, ma ormai la posizione dell'esecutivo giallorosso sembra essere chiara. La prossima settimana, con la presenza anche del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, verranno affrontate "tutte le varie situazioni di criticità su Roma, compresi gli ultimi episodi a Centocelle. Vedremo di tirare fuori un progetto che possa rendere Roma ancora più sicura". A cui si aggiunge anche quella della birreria Baraka Bistrot, che aveva espresso solidarietà alla Pecora Elettrica.

"No ai soldati"

I recenti fatti di cronaca avevano spinto il sindco della Capitale Virginia Raggi a esplicitare questa tipologia di richiesta: "Serve la presenza dei militari della Brigata Sassari per contrastare l'attività nelle piazze di spaccio di Roma sud-est". Ma c'è da fare i conti con il secco "no" rifilato dalla maggioranza. Anche perché il titolare del dicastero della Difesa, Lorenzo Guerini, aveva annunciato: "Strade Sicure è un impegno gravoso: sono coinvolti più militari rispetto alle missioni all' estero. I tempi sono maturi per avviare insieme agli altri ministri interessati una riflessione per riqualificare l'operazione".

Ritorna dunque in auge l'idea che l'esecito possa svolgere il ruolo di sostituzione all'ordinario amministrazione. Il Movimento 5 Stelle, nella persona del viceministro dell'Economia Laura Castelli, già lo scorso anno aveva proposto l'impiego dei soldati per tappare le buche: questa concenzione era stata però prontamente respinta da Elisabetta Trenta.

Si fa sempre più urgente un serio intervento mirato a stroncare il degrado nella Capitale. Intanto la città finirà al setaccio dopo il maxi piano antidroga in programma. Il Questore Carmine Esposito ha fatto sapere che saranno attivati "meccanismi di contrasto differenziati sul territorio, con diversi orari di intervento e diverse forze che intervengono. Presto sceglieremo queste zone: per ora ne abbiamo individuate due o tre fortemente a rischio. Vareremo piani dedicati. Roma è una città enorme, quindi le attività criminali non sono identiche". I controlli saranno visibili e i cittadini si accorgeranno della nuova impronta: "Anche questo sarà un messaggio per tutti: è necessario guardare alle forze di polizia con grande fiducia".

Commenti
Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Sab, 09/11/2019 - 12:47

600 mila romani dovrebbero prendersi a schiaffi a vicenda, per aver votato raggi :-)

Ritratto di risorgimento2015

risorgimento2015

Sab, 09/11/2019 - 12:51

THO !! Una volta che ne aveva azzecata una !Gli dice proprio male.

batteintesta

Sab, 09/11/2019 - 12:55

Forse no, ma quando palazzi, strade o addirittura interi quartieri sono in pratica preclusi all'accesso delle persone che non delinquono e persino alle forze dell'ordine, che rischierebbero l'incolumità e persino la vita, ditemi voi se non sarebbe il caso di considerarsi in stato di guerra...

agosvac

Sab, 09/11/2019 - 13:19

Dimettersi da sindaco di Roma e lasciare a qualche altro il compito di risanare questa, una volta splendida, città no, vero???

Ritratto di navigatore

navigatore

Sab, 09/11/2019 - 15:35

prima le maltrattate e le offendete, ritenendoli un branco di fascisti, ora che state nella mxxxa,chiedete cooperazione, , siete e restate un branco di idiioti

Calmapiatta

Sab, 09/11/2019 - 16:48

Invece di utilizzare l'esercito per svolgere un compito che non gli è proprio, facciamo lavorare gli Agenti di Roma Capitale e smettiamola di dare scorte a tutto il mondo impiegando meglio gli Agenti di polizia.

Adespota

Sab, 09/11/2019 - 17:09

Prove tecniche da profondo sud America, purtroppo.