Roma, scoperto studio medico clandestino gestito da un bengalese in una sartoria

La polizia di Stato di Roma, in collaborazione con gli agenti della Divisione Amministrativa e della Digos, ha scoperto nella zona di Torpignattare l'esistenza di uno studio medico clandestino. Lo studio era stato allestito all'interno di una sartoria ed era gestito da un sedicente medico omeopata di 62 anni, di origine bengalese.

Il finto medico prometteva di curare qualsiasi tipo di malattia, dall'impotenza ai tumori, solo attraverso dei flaconi di medicine omeopatiche, senza alcun tipo di permesso. Gli uomini della polizia di Roma sono riusciti a scoprire la truffa portata avanti dal bengalese grazie ad alcuni controlli nella zona. In particolare, gli agenti si sono molto insospettiti per uno strano e continuo andirivieni di cittadini asiatici all'interno della sartoria. Per questo motivo hanno deciso di effettuare un controllo nello stabile, dove in realtà si nascondeva proprio uno studio medico illegale.

Nel locale, infatti, oltre alla presenza di alcune macchine per cucire gli agenti hanno scoperto un vero e proprio studio medico. All'interno sono stati rinvenuti e sequestrati centinaia di flaconcini di sostanze omeopatiche e di altre medicine prodotte in Europa, che il sedicente medico mischiava per gli ignari pazienti che si rivolgevano a lui. Nel finto studio sono state poi trovate le schede di alcuni pazienti, delle prescrizioni e anche biglietti da visita e brochure pubblicitarie in varie lingue.

Gli agenti hanno appurato che lo studio abusivo era gestito da un cittadino di origine bengalese, che possiede una certificazione di medico omeopata rilasciata nel proprio paese. L'uomo prometteva di curare qualsiasi tipo di malattia, ma risulta privo di qualsiasi titolo per l'esercizio della professione medica riconosciuto in Italia e perciò opera in maniera del tutto abusiva. Il 62enne è stato denunciato in stato di libertà per esercizio abusivo della professione. Al contempo l'attività illegale è stata segnalata all'Ispettorato del Lavoro e sono state comminate le sanzioni previste.

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