Ronde e vigilantes Anche per il Sud sicurezza fai da te

Nel nostro Paese più che in altri la confutazione delle leggende metropolitane che nascono dal pregiudizio o dalla malafede è lavoro complicato, forse perché gli untori hanno palcoscenico facile e urlano invece di ragionare. In questi giorni circola tra gli altri il tormentone del Nord e del Nord Est razzisti e xenofobi, della Lega - Vandea, quasi che nel Sud la preoccupazione non esistesse, e questo fosse l’estremo Muro nella divisione del Paese. Ricchi e poveri, buoni e cattivi, quelli che accolgono perché conoscono la sofferenza e l’emarginazione, gli altri che trattano oggi i nuovi immigrati come ieri trattavano i terùn.
Naturalmente non è vero, è una rappresentazione tanto vecchia e banale da essere diventata grottesca, e gli italiani lo sanno, lo dimostrano i numeri e le iniziative più recenti di gente che vuole vivere meglio, non vendicarsi. Tralascio volutamente gli assalti ai campi rom in Campania perché sono convinta che quella sia diventata un'area a sofferenza speciale e non esemplare. Almeno per ora.
Il più recente studio di Transcrime, ci dice che la percentuale di coloro che hanno risposto sì alla domanda «Gli immigrati aumentano la criminalità?» è del 63,6 per cento nel nord est, del 63,1 al sud, del 62 in nord-ovest, del 54,4 al centro. Dunque, c’è uno scarto minimo tra il nord est e il sud, tra i cosiddetti razzisti e gli altri. I dati ottimistici del centro Italia andrebbero verificati oggi che l’invasione dall’Est Europa ha colpito la capitale.
L’opinione che gli stranieri abbiano reso più pericolose le nostre città prevale nelle persone con la sola licenza elementare (72,8%), seguiti dai diplomati (58,3%), da quelli con la licenza media (56,4%) e dai laureati (54,3%). Sono i pensionati (il 74,4% sul totale) quelli ad avere più diffidenza verso gli immigrati. Alta anche la percentuale delle casalinghe (67,9%), seguite dai dirigenti, dagli impiegati e dagli insegnanti (62,5%) e dagli imprenditori, professionisti e lavoratori autonomi (59,1%). Più basse invece le percentuali degli operai (52,9%), dei disoccupati (50,2%) e degli studenti (39,5%). Dunque sono le categorie più povere e meno protette ad avere paura ogni giorno, non certo gli industrialotti protetti da allarmi e body guard rappresentati nella finta satira alla Vauro & company. Perciò al sud si stanno organizzando, piaccia o no, Padania style.
Salerno è la prima città del sud Italia dove partirà il progetto dei City Angels, secondo il modello americano, già attivo in numerose città del Nord Italia nei luoghi. Hanno cominciato domenica scorsa, sedici uomini e tre donne, l'impegno è di aiutare i più deboli e le fasce emarginate della società, ma anche tutelare la sicurezza dei cittadini.
In provincia di Chieti, ad Ari, già da aprile si muovono ronde di cittadini, «Le rondini della notte», guidate dal sindaco Renato d’Alessandro, soprattutto per contrastare l'aumento dei furti in casa. Così, sempre nella stessa provincia, a Tornareccio e a Villa Santa Maria, 1.500 abitanti in tutto, il sindaco Falconio spiega: «Lo scorso anno siamo stati costretti a intervenire per difendere le nostre case, dopo un vero e proprio raid, decine di furti nelle abitazioni. E, nonostante le forze dell'ordine avessero sempre fatto il massimo, le carenze di personale, e l'estensione della zona da controllare, hanno reso necessario un contributo della popolazione». La soluzione l'hanno trovata tutti assieme, dopo un’assemblea: ronde notturne, pronte a segnalare ogni movimento sospetto. A Pignataro Interamna, nella provincia di Frosinone, contro l'aumento di furti e assalti nelle case, circolano ronde di giorno e di notte.
Infine, ma solo per non tediarvi oltre con gli esempi, a Bari ci pensano genitori in motorino a controllare le strade per contrastare fenomeni di criminalità tra giovanissimi, mentre militari in pensione sorvegliano le discoteche aperte di pomeriggio per gli adolescenti.
Come ha dovuto riconoscere lasciando Palazzo perfino il flebile ministro Giuliano Amato, la criminalità straniera è in netto aumento: su tre persone denunciate per omicidio, una è straniera. La netta maggioranza dei reati viene commessa da stranieri irregolari mentre quelli regolari hanno una delittuosità non molto dissimile dalla popolazione italiana. Ancora due o tre numeri: 74 per cento di stranieri irregolari denunciati per omicidio; 72 per tentato omicidio; 62 per violenza carnale; 63 per cento, sempre irregolari, per sfruttamento della prostituzione. Tutti nel Nord Est?
Anche per rispondere a queste dolorose richieste il governo oggi dovrà essere fermo, che non vuol dire senz'anima.