Rosario in piazza per riparare alle oscenità di «Ergo sum»

Orlando: «Lo reciteremo in latino» La rivista cerca fondi. Il rettore: «Da noi non avranno più un euro»

«I motivi per chiedere perdono non mancano proprio, a partire dalla vicenda di Ergo sum», il giornalino universitario che nel numero di aprile ha messo in bella evidenza disegni osceni e offese alla Chiesa. Per riparare a questa e altre offese alla sensibilità dei credenti, giovedì prossimo, 24 maggio, sarà organizzato un rosario riparatore in piazza San Lorenzo. «Rigorosamente in latino, per richiamarci alle tradizioni della città - racconta il teologo Peppino Orlando-. Ci troveremo alle 20.30 davanti alla cattedrale». A organizzare la serata di preghiera sono le stesse persone che hanno dato vita alla fiaccolata di sostegno a monsignor Bagnasco. «Come allora - aggiunge Orlando - non ci saranno simboli o bandiere di partito. Tutti i credenti sono invitati, lo offese da riparare sono tante, dalle minacce all’arcivescovo all’attacco alle famiglie, fino al giornalino Ergo sum».
E poco importa se chi andrà in piazza quella sera di offese alla Chiesa non ne ha mai rivolte. «Noi lo facciamo per Genova, la preghiera farà bene anche a chi ha tollerato senza condannare apertamente o è stato complice di questi gesti» aggiunge Orlando. La data scelta non è causale: «È la festa di Maria Ausiliatrice, non dimentichiamo che nel 1637 i nobili che governavano Genova scelsero proprio la Madonna come loro regina». Giovedì 24 maggio, però, è anche uno degli ultimi giorni di campagna elettorale. «Se c’entrano le elezioni? No, non è una manifestazione politica, tutti i credenti sono invitati, di destra e sinistra» spiega Orlando. Che però aggiunge: «Quando in gioco ci sono dei valori cristiani non si può restare neutrali, si deve prendere posizione chiedendosi chi li rispetta e chi no. Uscendo dalla politica, di certo Ergo sum non li ha rispettati».
Il giornalino, dopo la denuncia del Giornale, si è visto tagliare i finanziamenti da Università e Provincia, i due enti pubblici che avevano deciso di sostenerlo. La redazione ieri sera ha organizzato una raccolta fondi al porto Antico per pagare i debiti e finanziare i nuovi numeri. Un aiuto è arrivato anche dall’università. Il rettore Gaetano Bignardi in un’intervista a Repubblica ha annunciato che l’ateneo verserà a Ergo sum il denaro promesso per i numeri precedenti a quello contestato. «A differenza di quanto dice l’articolo, non c’è stato alcun ripensamento - spiega Bignardi-. Verseremo i soldi per i vecchi numeri solo per non mettere nei guai gli studenti che devono pagare delle spese arretrate». E in futuro? «Dal giorno in cui ho sconfessato il giornalino, dopo aver visto vignette e immagini offensive, il rapporto con Ergo sum è chiuso, non c’è stato alcun ripensamento su questo - dice il rettore-. Per i nuovi numeri, la rivista non avrà un euro da noi. Spero che gli studenti abbiano capito l’errore».