Rubano le bare per cuocere le pizze

NapoliCi mancava solo la «pizza col morto» per far calare ancora di più la credibilità di Napoli in patria e fuori. Un anno dopo il dramma della emergenza rifiuti, sulla città governata da Rosa Russo Iervolino e dal centrosinistra si è abbattuta un'altra mazzata, che alle soglie dell'estate potrebbe provocare seri danni alla stagione turistica. Su uno dei pochi simboli che ancora resiste a Napoli, la pizza «Olio e pomodoro» o la «Margherita» o il mitico «Calzone» c’è il sospetto concreto che potrebbe essere cotto con la legna delle bare. Non solo la pizza ma anche il pane, che finisce sulle tavole di milioni di napoletani, potrebbe essere preparato con la legna delle casse da morto.
Su questa macabra vicenda la Procura retta dal procuratore Giovandomenico Lepore ha aperto un fascicolo. Sono stati delegati i carabinieri del Comando provinciale di Napoli, diretti dal colonnello Mario Cinque, a fare chiarezza nel più breve tempo possibile.
Nell'ultimo quarto di secolo almeno una mezza dozzina di volte è rimbalzata la notizia che certi pizzaioli e fornai senza scrupoli, utilizzassero la legna dei feretri per tenere accesi i loro forni. L'occhio degli investigatori è puntato soprattutto verso le pizzerie di infimo ordine, che a Napoli esistono a migliaia.
Gli inquirenti sospettano che le bare vengano triturate e poi miscelate nel composto poi utilizzato per l'accensione dei forni. Ma, il vero problema è rappresentato dal cimitero, considerato un porto di mare, accessibile a tutti, a ogni ora del giorno, dove ognuno può fare ciò che vuole indisturbato. I saccheggi sono all'ordine del giorno, in particolar modo nel quadrilatero del cosiddetto cimitero degli uomini illustri, dove statue, stemmi nobiliari, vengono continuamente trafugati. L'anno scorso all'interno di una congrega furono rubati addirittura cinquemila vasi per i fiori: un saccheggio alla luce del sole, neppure una denuncia.
Una gang potrebbe avere allestito il mercato delle bare da rivendere ai proprietari di forni e pizzerie senza scrupoli, intenzionati a risparmiare sulla spesa della legna. D'altra parte, per rendersi conto dello stato in cui sono ridotti buona parte dei dodici cimiteri cittadini, basta fare un salto nei due più importanti di Poggioreale. È ormai quotidiano lo spettacolo che si presenta agli occhi dei visitatori: bare scoperchiate, resti umani abbandonati nei viali come se fossero spazzatura.
«Il cimitero rispecchia fedelmente la citta. È allo sbando come le strade e come lo sono gli uffici pubblici e la sanità. Non mi meraviglio che accadano certe cose: tombe scoperchiate, furti continui, atti vandalici», spiega Andrea Santoro, presidente della commissione comunale di inchiesta sui cimiteri.
I carabinieri hanno aumentato i controlli nei forni per la panificazione e nelle pizzerie per verificare che vengano rispettate le regole igienico sanitarie ma anche per individuare quelle aziende che operano nella clandestinità.
Santoro, esponente del Pdl, ha annunciato una ispezione nei prossimi giorni nei dodici cimiteri cittadini. Il presidente della Commissione di inchiesta sta preparando un dossier per portare a galla le responsabilità politiche e amministrative sulla pessima manutenzione dei cimiteri cittadini.
carminespadafora@libero.it