La Russa boccia il piano parcheggi La Moratti frena

Il ministro contro l’autosilo in piazzale Lavater: "Al Comune non
conviene". Ma il sindaco non si sbilancia: "Già modificato moltissimo,
siamo al lavoro"

"Quel parcheggio non s’ha da fare". Parola del ministro della Difesa e coordinatore nazionale del Pdl Ignazio La Russa. Il riferimento è al parcheggio di piazzale Lavater, a due passi da via Benedetto Marcello. Intervenuto alla cerimonia di intitolazione dei giardini a Falcone e Borsellino, tra via San Gregorio e via Boscovich, La Russa, che quella zona la conosce molto bene, si è schierato contro la decisione dell’amministrazione di realizzare l’autosilo sotterraneo contestato duramente dai cittadini. Non solo, il ministro ha allargato il discorso all’intero piano parcheggi: "Il piano è tutto da discutere e da rivedere. Fermiamoci e riesaminiamo tutte le realizzazioni di nuovi parcheggi interrati: quello che non funziona è che si tagliano parcheggi a pagamento in superficie per realizzare parcheggi sotterranei che rimangono vuoti come è successo in piazzale Dateo. In questo modo si rivelano utili solo per chi li progetta e li costruisce". Ma La Russa, nato e cresciuto proprio dalle parti di piazzale Lavater va oltre: "L’autosilo di piazzale Lavater, taglia gli attuali 200 posti auto a pagamento in superficie per recuperarne 250 sottoterra che però rischiano di rimanere inutilizzati. Con questa operazione il Comune rischia di perdere 500mila euro all’anno". La contraddizione - il ragionamento del coordinatore Pdl- dipende anche da un fatto culturale: un conto è avere un posto comodo dove mettere la macchina, un conto è dover andare a parcheggiare nel garage sotterraneo, fare la fila per pagare e per uscire. Il rischio è che gli automobilisti rinuncino a posteggiare. La guerra al piano parcheggi di Milano, in realtà, è un vecchio cavallo di battaglia di La Russa: ai tempi dell’amministrazione Albertini, infatti, non aveva risparmiato le bordate contro l’allora assessore al Traffico Goggi, autore del piano. Non è un caso, infatti, che anche ieri abbia ricordato come il piano sia "uno strascico dell’assessore Goggi". Marco Osnato, vice coordinatore cittadino, segue a ruota sostenendo la "necessità di verificare il progetto. Noi chiediamo delucidazioni sul progetto e una verifica della convenzione per vedere quali margini ci siano per intervenire, prima di trovarci di fronte all’ennesimo buco che non porta a nessun risultato positivo per i cittadini. Il ministro ha a cuore la sua città ed è molto preoccupato per piazzale Lavater, e noi con lui. Pensiamo che al momento sia tutto da discutere".
Il sindaco, pungolato sul vivo, pur dando ragione al coordinatore del Pdl, non si sbilancia: "Il piano parcheggi ci ha portato a rivederne moltissimi. Stiamo lavorando nella direzione indicata dal ministro La Russa fin dall’inizio del mandato. Abbiamo rivisto in maniera molto approfondita tutto il piano realizzato dalla consiliatura precedente e anche sul parcheggio di piazzale Lavater stiamo lavorando". Il rischio è che l’uscita del ministro si trasformi in rimpianto per non essersi mosso prima: il progetto, infatti, ha ricevuto tutte le autorizzazioni e a breve verrà portata in giunta la delibera per la versione definitiva. Anche se la convenzione con l’operatore non è ancora stata firmata, revocare l’aggiudicazione esporrebbe comunque il Comune a una possibile causa da parte del vincitore della gara.
A proposito di ricorsi, la sentenza del Tar che accoglie il ricorso presentato adalle associazioni ambientaliste contro l’esenzione dal pagamento di Ecopass dei diesel da euro 0 a euro 3 con filtro "aperto" farà pagare 1650 veicoli, pari allo 0,1% dei mezzi circolanti in città. dato il numero esiguo di auto interessate è quindi probabile che il Comune non ricorrerà in Consiglio di stato, ma piuttosto adeguerà la delibera. Se ne riparlerà comunque dopo l’estate.