Russell Crowe «pugile»: in manette

Nino Materi

A volte piange il telefono. Altre volte a piangere è il telefonista. Come può testimoniare il malcapitato concierge dell’hotel Mercer (cinque stelle lusso) di New York al quale il quarantunenne attore neozelandese, Russell Crowe, ha gladiatoriamente suonato la cornetta in testa; tutt’altro che un gesto goliardico, visto che il poveretto è stato ricoverato nell’ospedale St Vincent, dove gli sono stati applicati quattro punti di sutura. Ma peggio è andato al manesco interprete di «Cinderelle Man» (l’ultimo film in cui - forse profeticamente - Crowe interpreta il ruolo di un pugile): la polizia lo ha infatti ammanettato e portato, in stato di arresto, davanti al tribunale penale di Manhattan che dovrà processarlo per direttissima con l’accusa di aggressione. A scatenare l’ira di Crowe pare sia stata «l’incapacità» della sua vittima di riuscire a prendere la linea con l'Australia: una telefonata alla quale evidentemente il nervoso Russell doveva tenere molto. Al punto che, quando per l’ennesima volta il centralinista ha fallito nel suo intento, lui non ci ha visto più: anzi, ci ha visto benissimo, dal momento che il colpo ha raggiunto il bersaglio in piena fronte.
Il fattaccio, avvenuto in domenica notte, è diventato di dominio pubblico il mattino successivo, quando alle 9 quattro poliziotti hanno prelevato l’attore dall’albergo, portandolo ammanettato nell’auto di servizio. Un blitz per nulla segreto, visto che davanti all’hotel Mercer già dall’alba di ieri era spuntata una giungla di telecamere. Che all’ora X hanno puntato microfoni e obiettivi sul volto di Crowe (oscurato dagli occhiali da sole) e sui polsi (legati e tenuti rigorosamente dietro alla schiena). Riprese che, in tempo reale, hanno fatto il giro del mondo. Un colpo per l’immagine di Russell, ma una gran pubblicità per il suo ultimo film: «Cinderella Man», uscito in anteprima tre giorni fa proprio a New York.
Una pellicola che la critica americana ha salutato con recensioni entusiastiche: «"Cinderella Man" - ha scritto John Hazelton su Screen Daily - è un esempio principe di quel genere di melodramma travolgente che Hollywood, quando non cerca di adescare gli adolescenti con effetti speciali stravaganti, dimostra ancora di poter fare decisamente bene».
Agli «effetti speciali stravaganti» ha provveduto poi, con la cornetta del telefono, quel mattacchione di Crowe.