Sabina Ciuffini racconta: "Mike Bongiorno pianse per Rischiatutto. Non volevano farglielo fare"

Sabina Ciuffini, ospite del salotto di Caterina Balivo, ha raccontato retroscena inediti del suo incontro con Mike Bongiorno e di come ha preso vita il Rischiatutto, quando la Rai non voleva che venisse trasmesso

La carriera professionale di Sabina Ciuffini è stata legata a doppio filo con quella di Mike Buongiorno. È stata la prima valletta parlante dei programmi televisivi italiani e la sua presenza al Rischiatutto ha dato una spinta importante al cambiamento della figura femminile in televisione. Oggi, 13 novembre, l'ex showgirl è stata intervistata da Caterina Balivo su Rai1 nel programma Vieni da me, svelando retroscena inediti della sua carriera, soprattutto al fianco di Bongiorno.

A Mike Bongiorno non volevano far fare Rischiatutto. Fu trovato in lacrime nel corridoio che piangeva disperato perché era ormai da un anno e mezzo che insisteva e i funzionari Rai non gli facevano fare niente. Poi gli hanno dato l'ok per tre mesi, però all'inizio nessuno se lo filava. E quindi la valletta se la doveva cercare da solo, perché nessuna ragazza “moderna” (come diceva lui) voleva andare in televisione”, ha raccontato Sabina Ciuffini su Rai1.

L'incontro tra il presentatore e la valletta è stato quasi casuale: “Lui andava di persona insieme a un paio di colleghi alla ricerca di una valletta, ma tutte gli dicevano di no. Finché un giorno io mi trovai davanti quest'uomo simpatico. All'inizio non capivo cosa volesse da me, poi Mike trova la frase magica e mi dice: 'Cosa ha capito? Le sto offrendo uno stipendio'. Quando sentii che mi offrivano uno stipendio mi misi a disposizione."

La carriera televisiva di Sabina Ciuffini, nipote d'arte, non è però iniziata con il Rischiatutto. Il suo primo impegno televisivo è stato nel 1960 al Carosello e solo successivamente è stata notata da Mike Bongiorno ma non per quella sua esperienza. Il presentatore, in cerca della sua valletta, la incrociò per caso all'uscita del liceo classico Giulio Cesare a Roma. Da quel momento Sabina Ciuffini è entrata a far parte del mondo dello spettacolo italiano, divenendone icona e simbolo. Non solo è stata la prima valletta parlante, ma ha sdoganato in Rai la minigonna, fino a quel momento vietata. Ha poi posato per Playboy, prima di debuttare in una pellicola erotica. La sua è una figura cruciale per l'evoluzione della televisione ma anche della società italiana tra gli anni Sessanta e Settanta.