In sala il drappello di giudici

Gianluigi Nuzzi

da Milano

Il procuratore aggiunto Francesco Greco e Giulio Tremonti si conoscono da una vita. E poteva far effetto vederli ieri chiacchierare a lungo a Palazzo Mezzanotte dopo il discorso di Lamberto Cardia. Come non è passato inosservato il drappello di magistrati che nell’ultimo anno hanno seguito le maggiori inchieste finanziarie nel nostro Paese e che ieri erano presenti in forza all’incontro Consob. C’erano praticamente tutti. Oltre a Greco, che con Eugenio Fusco indaga per aggiotaggio su Antonveneta e per corruzione su Enelpower, il procuratore capo Manlio Minale, il sostituto Carlo Nocerino (con Greco e Fusco ha portato avanti le indagini sul crac Parmalat), e il pm Luigi Orsi, titolare dell’inchiesta per truffa sul crac Cirio e sulla vicenda dei bond emessi da Sergio Cragnotti. Più defilati Riccardo Targetti (inchiesta Popolare di Milano, Credito Italiano) e Walter Mapelli (Impregilo e truffa bond Cirio a Monza). Da Roma è venuta anche Perla Lori, il sostituto procuratore che sta indagando su Antonveneta per falso in bilancio, abuso d’ufficio e ostacolo all’attività di vigilanza. Insomma mancava solo Fusco, impegnato in ufficio con la collega Perrotti ad ascoltare un ispettore di Bankitalia impegnato a Lodi a risentire il funzionario Nicola Stabile della Banca centrale. La presenza dei magistrati? Un segno di rispetto, ma anche qualcosa di più. Accantonati i progetti di una super Consob voluta anche da Tremonti e proprio con Greco, si mormorava, presidente, la collaborazione tra procure e organo di vigilanza si è fatta sempre più stretta. Merito anche di chi in Procura coltiva e olia il rapporto con l’Uic (Ufficio italiano cambi) con i colleghi delle altre procure, con gli organi di vigilanza e con l’audit dei grandi gruppi italiani.
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