I Saloni, la sfida della creatività

Aperto il Salone Internazionale del Mobile. L'inaugurazione con l'archistar francese e il "Progetto: ufficio da abitare". Padiglioni di Fiera Milano subito affollati. Il presidente di Cosmit, Claudio Luti: "Le attese per questa edizione sono molto buone con delegazioni e buyer stranieri presenti in gran numero. La nostra forza è la facilità e la continuità con cui dialoghiamo con i creativi, assumendo rischi per l’innovazione che altri non si prenderebbero". Mobile, arredo, illuminazione, ufficio per la casa del futuro in mostra fino al 14 aprile. GUARDA IL VIDEO DELL'INAUGURAZIONE

Si è aperto nel segno dell'archistar francese Jean Nouvel, il Salone Internazionale del Mobile di Milano che nel cuore del SaloneUfficio, al padiglione 24 di Fiera Milano, ha tolto i veli al Progetto: ufficio da abitare, inziativa voluta da Cosmit l'ente che organizza I Saloni, dedicata alla "rivoluzione non immaginaria" messa in atto nel "quartiere" con al centro un monolito con quattro video-ritratti parlanti, dove sono messe in mostra nuove visioni del lavoro possibile e l'interazione casa-ufficio inteso come "spazio di libertà", luogo non totalitario in contrapposizione a quello standardizzato, modulare, sempre uguale indipendentemente da chi lo vive, dalla sua personalità, da suo modo di lavorare.

Attorno al monolite e alla sua piazzetta si aprono quattro spazi con allestimenti davvero inusuali. L'appartamento classico ristrutturato come luogo di lavoro e arredato in chiave moderna dove lo spazio è a misura d’uomo e ogni stanza è unica. Poi ci sono gli uffici contigui, razionali e funzionali con pareti scorrevoli, porte pieghevoli, luce e intimità dosate e regolate mediante l’uso di persiane. E ancora il capannone riconvertito in ufficio per ottimizzarne il potenziale spaziale e una rappresentazione delle interazioni obbligatorie tra spazio domestico e di lavoro, riflesso della sempre più consolidata abitudine di lavorare da casa. L'ultimo scenario svela "l'eterogeneità possibile": piani e scaffali da accatastare e impilare, quasi da scalare, paesaggio di lavoro come skyline cittadino. Spazi senza regole tradizionali, quindi, concepiti per il piacere di lavorare, dove ognuno compone il proprio spazio secondo le proprie esigenze, tra giochi di luci e riflessi.

L'uomo al centro del lavoro. Messaggio che guarda al futuro, messaggio che è proprio dell'edizione numero 52 de I Saloni aperti fino al 14 aprile nella quale l'industria del mobile, dell'arredo, dell'illuminazione, dell'ufficio scommette sulla sua capacità d'innovazione, sulla tradizione della creatività legata al design e all'interior design che si legano al saper fare. Con la volontà di rispondere alla crisi facendo sistema, guardando ai nuovi mercati esteri e ai nuovi consumatori da conquistare con lo stile unico del "made in Italy". Padiglioni della fiera affollatissimi fin dalla prima giornata a rimarcare l'unicità e i valori del salone del mobile e dell'arredo più importante e grande del mondo.

"Le attese per questa edizione sono molto buone, anche per il grande lavoro di promozione che abbiamo fatto. Ci attendiamo tantissime delegazioni qualificate, buyer internazionali e visitatori professionali attenti e motivati dall'Europa e dall'Italia - dice Claudio Luti, presidente del Cosmit -. Vogliamo incontrare qui i buyers, gli architetti, i clienti più importanti e dobbiamo usare I Saloni come il primo strumento per internazionalizzare il più possibile le nostre aziende. Abbiamo un grandissimo riconoscimento della nostra leadership in tutto il mondo e l’affluenza degli stranieri è data dal fatto che se si vuole fare parte di questo sistema si deve per forza venire qui, a Milano".

"La nostra forza è la facilità e la continuità con cui dialoghiamo con i creativi, assumendo rischi per l’innovazione che altri non si prenderebbero: è il grande valore, la risorsa, valore che tutti ci invidiano e che non dobbiamo perdere". Il legame fra imprese e creativi è il motore dell'industria del mobile e dell'arredo e I Saloni continuano a investire nelle idee e sui giovani designer che hanno il loro "luogo" al Salone Satellite. "E' il più bel palcoscenico per i giovani designer e per capire che esistono tanti lavori, oltre alla creatività. Dobbiamo continuare ad aprire scuole, per mostrare che non ci sono solo le università ma anche le scuole tecniche che possono dare un grande futuro, specialmente a noi che siamo grandi manifattori", sottolinea Luti.

"Si rilancia ancora una volta il design - ha detto il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia -. È chiaro che a questo punto ci vogliono tutti gli sforzi, tutte le unità di intenti delle forze reali del paese per il necessario rilancio. E certamente il Salone del mobile con i suoi centinaia di migliaia di visitatori dimostra che l’Italia continua a essere la capitale in settori importanti che sono quelli del futuro. Sono i numero che parlano".

Se la casa e il mondo che abiteremo sono al centro della "narrazione" dei Saloni, i temi legati alla crisi e al rilancio delle imprese e del settore manifatturiero sono al centro del dibattito e le imprese del legno-arredo chiedono incentivi per rilanciare il mercato interno ancora in affanno con previsioni di una ulteriore contrazione delle vendite superiore al 10%. Da qui la richiesta di includere gli arredi fra le opere ammesse alla detrazione del 50%, già  prevista per le ristrutturazioni edilizie e rendere strutturale questa misura fino al 2015.

"Questa misura, condivisa e sottoscritta per la prima volta da tutti i più importanti attori della filiera, industria -sindacati-commercio-costruttori-artigianato, parte dal presupposto che l’arredamento è parte integrante e sostanziale della riqualificazione edilizia e del benessere abitativo delle famiglie, oltre a non comportare nessun incremento aggiuntivo dei costi per lo Stato già previsti dal decreto", ha spiegato Roberto Snaidero, presidente di FederlegnoArredo. "Stimiamo che tale misura, che il Garante per le micro, piccole e medie imprese ha presentato al presidente del Consiglio e che dovrà essere messa fra le priorità dal prossimo governo, sia in grado di generare - ha aggiunto Snaidero - un incremento dei consumi nazionali d’arredamento del 20% (circa 1,2 miliardi di euro) consentendo un recupero del crollo registrato dal 2007 a oggi e offrendo così un pò di ossigeno dopo 5 anni durissimi".