«È il Salone della ripresa anche del mercato italiano»

«Record, successi e consensi? Già archiviati Testa sulle sfide che ci attendono a fine anno»

Antonio Risolo

«Il successo, i record, i consensi, applausi e complimenti? Indubbiamente fanno piacere. Ma riguardano ieri. Il 2016 è ancora lungo e impegnativo, ci aspettano altre sfide e non possiamo distrarci. C'è ancora tanto da fare». Roberto Snaidero, presidente del Salone del Mobile.Milano, è già proiettato con tutto il suo staff sui Saloni WorldWide in programma a Mosca in ottobre e a Shanghai a fine anno.

Presidente, però a conclusione di un grande evento si fa sempre un bilancio...

«Certo, e noi ci intendiamo di bilanci... Comunque, al di là del record assoluto delle presenze - oltre 372mila, il 67% delle quali proveniente da tutto il mondo - a differenza degli anni scorsi questo Salone ha consolidato sia fiducia e ottimismo delle aziende sia dei rivenditori che sono tornati numerosi, compresi gli italiani. Non lo dice il presidente, lo dicono i riscontri: il Salone del Mobile di Milano ha conquistato definitivamente la leadership mondiale».

Si sono visti molti più cinesi rispetto agli anni scorsi.

«Verissimo. Con la differenza che questi nostri amici non vengono a Milano per copiare... ma per cercare collaborazioni e partnership con le nostre aziende. Presto a Pechino, Shanghai e dintorni apriranno diversi show room».

Quale aggettivo sceglierebbe per definire questa edizione?

«Non trovo aggettivi per definire il 55° Salone del Mobile. Sarà banale, ma per me è stato semplicemente fantastico. E organizzato, se posso dirlo, al limite delle perfezione. Questo - ne sono convinto - è finalmente il Salone della ripresa. Anche sul mercato italiano. L'export del nostro settore, bandiera del made in Italy nel mondo, ha raggiunto livelli pre-crisi. Ottima notizia. Ma stiamo assistendo al risveglio del mercato interno (finalmente un segno più nel 2015, ndr), anche grazie alle detrazioni fiscali sulla casa e sull'arredamento».

Un eccellente inizio per il gran finale di fine anno con i Saloni WorldWide di Mosca e Shanghai, quindi.

«Ne sono convinto. In Russia, nonostante le note difficoltà generate dalle tensioni Ue-Mosca, il mercato tiene nonostante sia andata in fumo una buona fetta di fatturato. In ogni caso, crisi o non crisi, i russinontradiscno mai... A Shanghai, invece, ci presentiamo per la prima volta, e laggiù ci aspettano a braccia aperte. Anche i cinesi hanno qualche problema ma si tratta di un mercato sempre più vivace e in continua evoluzione».

Space&interiors, unico evento fuorisalone, ha arricchito la Design Week milanese.

«Indubbiamente. Se da un lato il concept innovativo ideato da Migliore+Servetto Architects ha dato vita a un evento di grande spessore culturale, chiamando a raccolta il popolo del design, dall'altro la forza e l'esperienza di Made expo e del Salone del Mobile hanno creato le basi per il suo successo e il suo futuro. Ricordo che si è trattato dell'unico evento in città connesso stabilmente con il Salone del Mobile.Milano».

Parliamo del Salone Satellite, giunto alla 19a edizione.

«Quest'anno, come del resto per la passata edizione, il Satellite Award è stato vinto da giovani talenti stranieri. A dimostrazione che la selezione diventa sempre più internazionale. Vorrei ricordare anche le figure importanti che stanno venendo fuori dal nostro Polo formativo di Lentate sul Seveso».

Un capitolo a parte meritano le biennnali: Bagno e Cucina.

«E proprio dall'export è arrivata la ripresa dei settori cucina e bagno, protagonisti assoluti del Salone. Sono tra i comparti dell'arredo che più di altri hanno risentito della crisi, gravati soprattutto da una propensione alle esportazioni inferiore agli altri segmenti. Per questo risultano tanto più incoraggianti i dati 2015, che segnano una ripresa del fatturato alla produzione, con un valore di 1,5 miliardi per le cucine (+3,7% rispetto al 2014) e di quasi 2,6 miliardi per i bagni (+1%). Ma soprattutto dei mercati esteri, cresciuti del 10% per le cucine e del 4,4% per i bagni».