AFFARI DI CUORE L'infarto si previene dal ginecologo

L'attacco miocardico delle donne è silenzioso ma si può combattere con gli ormoni

Maria Sorbi

L'infarto non colpisce solo gli uomini, ma anche le donne. E lo fa in un modo meno eclatante, con un silenzio che lo rende ancora più pericoloso e imprevedibile. Già, perché i sintomi sono molto diversi. Non si verificano formicoli al braccio e dolori forti al torace. Spesso le donne manifestano «solo» nausea, palpitazioni, dolore alla mascella e al collo, mancanza di aria. Tanto da scambiare l'attacco di cuore per stress e ansia.

A lanciare l'allarme è una ricerca condotta dalla Yale School of Public Health e pubblicata su Circulation, rivista scientifica dell'American Heart Association. Il problema è serio, sostengono i ricercatori, proprio perché l'infarto femminile si presenta in modo diverso e se ne sa ancora poco poiché le ricerche dei decenni passati si sono svolte essenzialmente sugli uomini. E quindi i sintomi femminili rischiano di non essere riconosciuti (neanche dagli operatori sanitari) o valutati, fino a che non è troppo tardi.

GLI ORMONI PRO

Come è possibile prevenire i rischi del cuore? Lo si può fare anche cominciando da una visita dal ginecologo. Alessandra Graziottin, direttrice del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell'ospedale San Raffaele di Milano, dimostra come la Terapia ormonale sostitutiva, solitamente utilizzata per alleviare le conseguenze della menopausa, sia utile anche a proteggere il cuore delle donne e a prevenire le malattie circolatorie.

È proprio grazie agli ormoni che le donne in età fertile, quindi con alte concentrazioni di estrogeni nel corpo, hanno le coronarie più protette e abbassano il rischio di infarto fino a cinque volte rispetto agli uomini. Con la menopausa, e il crollo ormonale, questo rischio inizia ad aumentare e, in qualche modo, bisogna proteggersi di più.

«L'infarto miocardico - spiega la ginecologa - è la prima causa di morte nelle donne. Eppure quasi tutte temono molto di più il tumore al seno, che invece è la decima causa di morte. C'è una crescita inquietante delle donne con un cuore strapazzato dallo stess e da stili di vita sbagliati, a cominciare dal fumo, su cui è necessaria una riflessione. Molte considerano la sigaretta un mezzo anti stress senza considerare quanto invece lo aumenti assieme alla tossicità biologica a carico di organi e tessuti, anzitutto a carico del sistema cardiovascolare».

Il fatto che siano in netto aumento le fumatrici rispetto ai fumatori deve mettere in allerta e far scattare misure di prevenzione, a cominciare dall'informazione sui danni del fumo.

SACROSANTA CORSETTA

L'abc della prevenzione impone di non fumare, di tenere sotto controllo la pressione arteriosa e i livelli di colesterolo, di mangiare sano e mantenere il peso forma (circonferenza vita inferiore a 94 cm nell'uomo e a 80 cm nella donna). Ma la cosa più importante di tutte, che deve essere una costante nella vita di tutti, è l'attività fisica. «Ha un ruolo importante, in molti casi superiore alla terapia farmacologica, nella prevenzione e nel trattamento di moltissime condizioni come le malattie cardiocircolatorie e il diabete - spiega Ciro Indolfi, presidente della Società italiana di Cardiologia e specialista in medicina dello Sport - Un esercizio fisico moderato-intenso di 150 minuti moderati alla settimana o almeno 75 minuti intensi allunga la qualità e la durata della vita».

Eppure l'Italia è un Paese di pigri. Il 43% delle donne e il 30% degli uomini non fanno esercizio sufficiente. L'inattività fisica è responsabile del 9% delle morti premature (e anche di circa il 10% dei costi sanitari). Non solo, uno studio effettuato su più di 300mila soggetti seguiti per 12 anni ha dimostrato che un esercizio fisico moderato ha ridotto la mortalità per tutte le cause del 16-30% rispetto ai soggetti inattivi.

La loro parte, nella partita della prevenzione, la fanno anche gli esami di controllo. Soprattutto per le donne, per le quali l'attacco di cuore è silenzioso. Se l'appuntamento per il controllo al seno è un appuntamento annuale, si può fare molto anche per proteggere il cuore. Per le sportive l'elettrocardiogramma annuale richiesto in palestra è già un valido screening. Per le altre sarà il medico di base, ma anche il ginecologo, a valutare familiarità e fattori di rischio cardiovascolare. Aggiungendo, quando serve, controlli di routine al cuore.