Allergie sempre più feroci Ne soffre un italiano su tre

Anche la qualità dell'aria sale sul banco degli imputati. L'interazione con i pollini

di Luigi Cucchi

La primavera è sinonimo di allergia. Tra le cause: temperature più calde, giornate più lunghe, sole splendente, il risveglio di fiori e natura. I cicli dei pollini si dilatano e si soffre di questo disturbo da febbraio (o prima) sino a fine settembre. Non è ancora stata fatta una valutazione sistematica, ma già sappiamo che le malattie allergiche e l'asma sono fortemente influenzate anche dai cambiamenti climatici. Ecco perché si è discusso su questo tema anche alla recente Conferenza sul clima di Parigi, dove si è precisato che anche lo smog fa la sua parte. La gravità di allergie e asma è strettamente legata alla qualità dell'aria.

Ogni anno cresce il numero di pazienti allergici: in Europa sono 70 milioni, mentre nel nostro Paese un italiano su tre è affetto da patologie allergiche e il 50% dichiara di aver avuto almeno una volta un episodio di sospetta natura allergica. Tra le malattie più diffuse asma e rinite di cui soffrono, rispettivamente, 3 e 12 milioni di italiani provocate da pollini, acari della polvere o peli di animali, come cani e gatti. Inoltre, nello stesso paziente possano frequentemente coesistere asma e rinite. Altre patologie allergiche sono gli eczemi e l'orticaria che interessano circa l'1% della popolazione.

Le allergie alimentari sono più comuni in età pediatrica, dal momento che interessano oltre mezzo milione di under 18. Allergie meno note sono quelle a farmaci, prevalenti in età adulta e le allergie al veleno di imenotteri (api e vespe) che possono essere responsabili di gravi shock anafilattici.

«Le malattie allergiche più gravi possono rivelarsi talvolta fatali sia per accessi asmatici gravissimi sia per il verificarsi di shock anafilattico. Per questo devono essere diagnosticate in tempo e curate con terapie idonee: attraverso una diagnosi precoce è possibile trovare le cure e i farmaci più efficaci per rendere le crisi allergiche meno gravi e governare la malattia», sottolinea Walter Canonica, presidente della Società italiana di allergologia e immunologia clinica.

«Alcuni inquinanti interagiscono con i pollini e sembrano favorire la produzione di anticorpi specifici (IgE) nelle mucose respiratorie, con un peggioramento delle malattie allergiche e dell'asma», spiega Canonica. Le recenti indagini confermano l'accumulo di inquinanti nelle nostre abitazioni e uffici. Mancanza di un'appropriata pulizia, anche dei filtri dell'aria condizionata, insufficiente areazione dei locali concorrono, insieme a fattori genetici predisponenti, all'aumento di allergie anche in età pediatrica. L'azione di difesa svolta dal nostro sistema immunitario è frutto dell'evoluzione di milioni di anni. Oggi, nei Paesi industrializzati, dove le infezioni sono rare perché disponiamo di strumenti potenti come antibiotici e vaccini - questo sistema reagisce in maniera esagerata contro bersagli diversi da quelli contro i quali combattevano nel passato. «Complice l'igiene, lo stile di vita e gli avanzamenti della medicina, parassiti e agenti patogeni sono praticamente debellati e il sistema immunitario continua a funzionare contro agenti innocui - continua l'immunologo -; secondo recenti proiezioni epidemiologiche, nel 2020 un adolescente su due soffrirà di rinite allergica».

Entro il 2025 sarà allergico un europeo su due. Secondo la European Academy of Allergy and Clinical Immunology quella delle allergie va considerata una vera pandemia e le stime mostrano che entro dieci anni il 50% degli europei avrà un qualche tipo di allergia. Oggi, nel Vecchio continente, dove è la malattia cronica più diffusa, è allergico un bambino su tre. Asma e rinite causano ogni anno 100 milioni di giorni di lavoro e di scuola persi.