Alzheimer, un test del sangue è in grado di predire i sintomi

Il test si basa sulla misura della concentrazione nel sangue della proteina beta-amiloide

Non sono incoraggianti i dati emersi in occasione della Settimana del Cervello 2019. In Italia le demenze colpiscono circa un milione di persone e un anziano su quattro sopra gli 80 anni soffre del morbo di Alzheimer. Questa patologia implica per il paziente serie difficoltà nel condurre le normali azioni della quotidianità. Il primo a descriverne i sintomi e gli aspetti neuropatologici fu nel 1907 il neurologo tedesco Alois Alzheimer. Varie sono le sue manifestazioni:

- Amnesia retrograda consistente nell'incapacità di ricordare gli eventi recenti;

- Aprassia: difficoltà nel compiere azioni comuni;

- Agnosia: impossibilità di riconoscere cose prima note;

- Anomia: incapacità di nominare un oggetto pur riconoscendolo;

- Deficit intellettivi;

- Disorientamento spazio-temporale;

- Cambiamenti del tono dell'umore.

Il decorso della malattia è assai variabile, ma generalmente si assesta su 8-15 anni. Esistono alcuni fattori in grado di influenzare la probabilità di svilupparla. Innanzitutto l'età. Difficilmente il morbo viene diagnosticato prima dei 65 anni. Ancora il sesso. Infatti è stato evidenziato come le donne siano maggiormente a rischio. Una possibile spiegazione sarebbe forse legata al fatto che dopo la menopausa la produzione di estrogeni è ridotta. La caratteristica principale della patologia è l'accumulo di beta-amiloide nel cervello. Si tratta di una proteina che, formando placche, circonda e distrugge le sinapsi, ovvero i punti nevralgici della comunicazione tra i neuroni. Una nuova speranza per gli ammalati giunge da un test del sangue potenzialmente in grado di predire (con un accuratezza pari al 94%) anni prima l'esordio dei sintomi. Come riporta Ansa.it l'importante traguardo è stato raggiunto grazie ad un team di scienziati della Washington University School of Medicine a St. Louis. Il test si basa sulla misura di concentrazione nel sangue della proteina beta-amiloide attraverso uno strumento chiamato spettrometria di massa. Poiché l'Alzheimer esordisce con seri deficit della memoria solo dopo molti anni che i processi neurodegenerativi si sono innescati, questo test semplice ed economico permetterebbe di controllare il periodo di incubazione e di predire l'esordio vero e proprio del morbo.