Anche se il cuore si ferma, il cervello funziona: così sappiamo di essere morti

Uno studio dimostra che dopo la morte il cervello funziona ancora per qualche tempo, dandoci la consapevolezza di non essere più in vita

Rendersi conto di stare per morire, o addirittura di essere già morti. Sembra un'eventualità assurda, eppure, secondo recenti studi, potrebbe succedere, perché il cervello funzionerebbe anche dopo che il cuore smette di battere.

I ricercatori si sono concentrati sulle persone sopravvissute a un arresto cardiaco: anche nei momenti in cui il cuore non batteva, questi soggetti ricrdavano perfettamente ciò che era successo attorno a loro. Il dottor Sam Parnia, coordinatore dello studio, ha spiegato, secondo quanto riporta il Messaggero, che chi ha avuto un arresto cardiaco riusciva, successivamente, a descrivere perfettamente cosa stavano facendo i medici in quel momento e ricordava le loro conversazioni.

La presenza di questo meccanismo dimostrerebbe che, anche in assenza del battito cardiaco, il nostro cervello continua a funzionare: ciò sinificherebbe che una persona dichiarata morta sarebbe in grado di rendersi conto di essere deceduta, di sentire i dottori confermarne la morte e i familiari piangere. Il funzionamento del cervello da quando il cuore si ferma avrebbe un tempo limitato, ma sufficiente per dare la consapevolezza di non essere più in vita.

Commenti
Ritratto di tigredellamagnesia

tigredellamagnesia

Lun, 26/11/2018 - 18:24

che incubo !

kobler

Mar, 27/11/2018 - 00:49

"avrebbe un tempo limitato, ma sufficiente per dare la consapevolezza di non essere più in vita" cioè si rivede tutta la propria vita nella frazione di un attimo... 4 mosche di velluto grigio lo diceva 40 anni fa

kobler

Mar, 27/11/2018 - 14:41

Penso invece che il cervello si spenga appena dopo ricevuto il primo tweet mentale dell'Agenzia delle Entrate.....