Arriva la svolta salta-fila: esami da medico di base

Il disegno di legge di Bilancio 2020 prevede 235 milioni di euro, destinati all'acquisto di strumenti diagnostici per i medici di base

Gli esami diagnostici dal proprio medico di base. È questo uno dei provvedimenti riguardanti la Sanità, presente nel disegno della legge di Bilancio, che entro il prossimo 31 dicembre dovrà essere approvata in Parlamento. La svolta dovrebbe portare a ridurre le file delle liste d'attesa.

Nel testo, infatti, si legge che l'obiettivo è quello di diminuire "il carico sulle strutture sanitarie e contestualmente ridurre il fenomeno delle liste di attesa". Per questo, nella Manovra è stato previsto un contributo di circa 235 milioni di euro, destinato a finanziare l'acquisto di strumenti e apparecchiature necessarie per svolgere alcuni esami diagnostici, tra cui elettrocardiogramma, holter cardiaco, che registra l'attività del cuore 24 ore su 24, retinografia, per monitorare patologie della retina e polisonnografia, per valutare l'attività cerebrale, muscolare, cardiaca e respiratoria durante il sonno.

I dispositivi, però, non potranno essere acquistati dai singoli medici. Come ricorda il Messaggero, infatti, il comma 2 dell'articolo 55 della legge di Bilancio stabilisce che "le apparecchiature sanitarie di cui al comma 1, di proprietà delle aziende sanitarie, sono messe a disposizione dei medici di medicina generale, secondo modalità individuate dalle aziende medesime". L'importo è stato stimato, prendendo in considerazione i numeri: in Italia, infatti, secondo i dati dell'Enpam, operano oltre 46.200 medici di Medicina generale, che in media devono seguire 1.211 pazienti adulti.

L'obiettivo è quello di permettere ai medici di base di effettuare il percorso diagnostico di primo livello, così da ridurre le liste d'attesa chilometriche per effettuare gli esami in ospedale.

Secondo i dati resi noti da AdnKronos, 8 dottori su 10 usano già alcune strumentazioni diagnostiche. Ma ora, "in Finanziaria si è fatta un'operazione molto importante, di grande aiuto per consentirci di fare meglio il nostro lavoro sul territorio", spiega Massimo Magi, coordinatore del progetto Studio medico 3.0. E questo, vuol dire, "ridurre gli accessi inutili al pronto soccorso, ridurre le lista d'attesa, monitorare meglio i nostri pazienti". Una medicina, quindi, che è sempre più territoriale.

La relazione sottolinea che "i cambiamenti della domanda di salute e di benessere sociale connessi alle mutate condizioni della popolazione attuale e futura, del contesto sociale (rivoluzione tecnologica/demografica/epidemiologica), mettono in rilievo la necessità di un radicale cambio di paradigma della assistenza, sviluppando sempre di più un approccio di pro-attività e prossimità in grado di prevenire e anticipare le evoluzioni peggiorative delle malattie e in mantenimento della salute".

Entro il 31 gennaio 2020, il ministro della Salute dovrà poi approvare un piano dei fabbisogni delle varie Regioni, per distribuire i fondi.

Commenti

sbrigati

Mar, 19/11/2019 - 12:44

Certamente TUTTI i medici di famiglia riusciranno a "leggere" correttamente gli esami sopracitati. Cosa volete che siano le specializzazioni in cardiologia, oculistica ecc.

Carlopi

Mar, 19/11/2019 - 13:02

La lista d'attesa passerà dalle strutture sanitarie alla sala d'aspetto del medico cdi base.

antonmessina

Mar, 19/11/2019 - 13:42

sarebbe finalmente una cosa giusta di questo governo ma i problemi son diversi.. il mio medico non sarebbe capace di leggere correttamente un ecg ad esempio senza contare che a breve se ne andranno in pensione alcune miliaia e non saranno sostituibili grazie ai numeri chiusi

antonmessina

Mar, 19/11/2019 - 13:44

magari anche gliesami base che ora si fanno in farmacia tipo glicemia colesterolo ecc. dovrebbero essere gratuiti

MALENNIO

Mar, 19/11/2019 - 18:48

Che bravi,che scoperta!! dagli esordi nella mia attività, nel mio studio di medico di base ho l'elettrocardiografo e l'ecografo,strumenti che,secondo i miei Pazienti,uso con competenza...Insieme ad altri Colleghi ho cercato di muovere le acque,anche in base ad accordi regionali firmati nel 2006,per poter eseguire le indagini in regime convenzionato ,così come previsto dagli accordi. Non abbiamo avuto il piacere di una risposta ! adesso si scopre che ecc ecc....Vadano al diavolo tuti questi governanti,che pretendono di stare lassù senza minimamente conoscere la vita delle gente,e non solo la mia. Lo spazio qui è poco,ma quante opportunità si sono perse...

trasparente

Gio, 28/11/2019 - 10:27

Allegria, ora aspetto due ore per fare una semplice visita, poi dovrò partire al mattino e tornare alla sera.