Bambini e alimentazione, le linee guida per le famiglie

Numerosi sono gli errori in materia di educazione alimentare che vengono commessi dai genitori. Per sopperire a queste mancanze nasce il progetto Cuore di Zuppa coordinato dal Comune di Milano che ha delineato delle linee guida utili per le famiglie

In Italia 1 bambino su 3 è sovrappeso oppure obeso.

Un bambino in sovrappeso è il frutto di scelte (o non scelte) educative che originano dai genitori in primis, dall'ambito familiare, dalla scuola e dalla società nella sua più ampia accezione. Purtroppo molti genitori hanno carenze in educazione alimentare. Numerosi sono gli errori che compiono. Solitamente due sono i principali grandi errori. Da una parte si sovrastima il fabbisogno energetico, dall’altra invece si sottostima l'apporto alimentare. Per dare un supporto ai genitori in materia di educazione alimentare è nato il progetto Cuore di Zuppa che vede impegnate diverse associazioni per la promozione dei corretti stili di vita. Il progetto in questione è coordinato dal Comune di Milano. Oltre allo sportello di consulenza online a cura dell’associazione liberaMente Odv, il progetto comprende laboratori nelle scuole, attività educative e di promozione dello sport, campi estivi.

Lo sportello virtuale, gestito dall’associazione liberaMente Odv tramite le due psicologhe dell’infanzia Francesca Maisano e Veronica Molla ha raccolto le testimonianze di molte famiglie per delineare i principali disturbi alimentari e i campanelli d’allarme da non sottovalutare in bambini e adolescenti. Sulla base di esse sono state elaborate le seguenti linee guida per i genitori:

1. Mangiare in maniera differente rispetto al solito: il cibo è un veicolo con cui fin da bambini si comunicano delle esigenze. Cercate di ascoltarle, di comprendere cosa sta cercando di comunicarvi;

2. Bambini e adolescenti non devono sentirsi forzati: fate in modo che la tavola sia sempre un momento distensivo, leggero e condiviso;

3. Non mangiare troppo o abbuffarsi: sono solitamente segnali di una mancanza. Questo vale sia per bambini che per preadolescenti. Fate loro sentire che siete presenti, non cercate complicità sulla richiesta eccessiva di cibo perché in realtà in quel momento non si ha realmente fame. È utile quindi traslare la domanda e spostare la sua attenzione in attività che lo interessano e in passioni. È importante anche far sentire ancora di più che siamo presenti;

4. Se il bambino mangia poco o rifiuta il cibo: spesso questo comportamento cela una richiesta di attenzioni. Se ancora piccolo, coinvolgetelo mentre cucinate, fategli toccare e annusare il cibo in modo che non lo senta come qualcosa di estraneo. Se invece è in fase preadolescenziale può essere che stia cercando di manipolare il suo corpo per renderlo “piacevole” Cerchiamo di essere sempre presenti e di cogliere questi cambiamenti, per fargli sentire la nostra vicinanza e il nostro interesse verso di lui;

5. Non esitate mai a coinvolgere degli specialisti: figure come il nutrizionista o lo psicologo possono essere di grande aiuto in queste fasi delicate di crescita. Si consiglia sempre di parlare apertamente subito e prima di tutto con il pediatra. Sarà lui eventualmente a consigliarvi il percorso giusto.