Batteri mangiacarne, uomo muore dopo 48 ore

Il 66enne Dave Bennet è stato colpito da una fascite necrotizzante con conseguente sepsi generale

Prima un preoccupante rialzo termico. Poi i crampi e infine il decesso. I cosiddetti "batteri mangiacarne" (Vibrio vulnificus) lo hanno colpito mentre si trovava in spiaggia in Florida con la famiglia e non gli hanno lasciato scampo. Dave Bennet, 66 anni con alle spalle un passato segnato da un tumore, si è spento nell'arco di due giorni. A raccontare su Facebook la triste vicenda, Cheryl figlia dell'uomo. Una decina di giorni fa, mentre la famiglia era in vacanza a Destin, Dave ha cominciato ad accusare brividi e crampi. Quando è sopraggiunta la febbre, è stato trasportato in ospedale. Qui i medici, notando una macchia nera sulla schiena, hanno sospettato che si trattasse di una grave infezione e si sono subito attivati. Ma non c'è stato nulla da fare. Le condizioni del 66enne si sono aggravate in maniera rapida e il giorno successivo è spirato. Straziante il commento della figlia:

"I batteri mangiacarne sembrano una leggenda urbana. Lasciate che vi assicuri che non lo sono. Ci ha messo la vita mio padre. Il batterio lo ha completamente distrutto in appena 48 ore. Non c'è abbastanza educazione sui batteri nell'acqua. Devono esserci cartelli segnaletici in ogni spiaggia, in ogni città e parco statale per segnalare che a causa di questi parassiti persone con ferite aperte o sistemi immunitari compromessi non dovrebbero entrare".

Esami successivi hanno confermato che Dave aveva contratto una fascite necrotizzante con conseguente sepsi generale. Questa gravissima infezione dei tessuti sottocutanei, se non trattata tempestivamente può rivelarsi fatale. Attraverso una ferita i batteri rilasciano potenti tossine e infettano il tessuto connettivo. La malattia a rapido decorso si manifesta con vescicole, bolle, crampi, febbre, necrosi dei tessuti sottocutanei e choc settico. Quando viene diagnosticata per tempo, la fascite necrotizzante è trattata chirurgicamente e con la somministrazione di antibiotici. Tuttavia molti individui perdono gli arti e il 25-30% dei pazienti muoiono.