Cancro, i ricercatori inglesi vogliono ricostruire il "primo giorno di vita" della malattia

Una ricerca sul cancro anglo-americana vuole ricostruire le fasi di vita del cancro per imaparare ad identificare la malattia fin dai suoi stadi precoci.

Un team di ricercatori inglesi e americani ha avviato una ricerca sperimentale sul cancro per scoprire in che modo si manifesti a partire dai suoi primi giorni di vita. L’obiettivo é quindi quello di ricreare in laboratorio la malattia per imparare ad identificarla fin da subito: nel momento in cui viene a formarsi all’interno del corpo umano, e non piú quindi ormai si é stabilizzata nel paziente. Il progetto di ricerca mira quindi alla ricostruzione dei primi segni di vita del cancro per imparare a riconoscerlo nella sua fase precoce.

La ricerca sul cancro della Alliance for Cancer Early Detection ha visto ricercatori provenineti dalle prestigiose universitá britanniche di Cambridge, Manchester e Londra collaborare fianco a fianco con un gruppo di esperti delle univeritá statunitensi di Stanford e Oregon. Prioritá comune dell’equipe non é solo l’identificazione precoce del tumore, ma anche lo sviluppo di tecniche diagnostiche meno invasive di quelle attualmente in uso.

“Il problema fondamentale é che non possiamo vedere un cancro nascere all’interno di un essere umano. Nel momento in cui un tumore viene diagnosticato, esso si é giá stabilito nel corpo paziente”, ha dichiarato alla Bbc il capo della ricerca, il dottor David Crosby.

Analisi del sangue e delle urine verranno effettuate regolarmente sui pazienti ad alto rischio con lo scopo di affinare le tecniche di rilevamento della malattia nella sua fase precoce. Lo studio minuzioso del dna dei pazienti e delle loro condizioni di vita potrebbero inoltre rivelarsi indispensabili per i ricercatori nell’identificare fattori di rischio “individauli” connessi ad un determinato tipo di cancro.

La ricerca sul cancro guidata da Gran Bretagna e Stati Uniti mira quindi ad accelerare il processo di rilevamento della malattia ed intervenire fin dai primimissimi stadi in cui il cancro si manifesta nei malati tumore. Secondo i ricercatori inglesi e americani, tale processo allungherebbe le speranze di guarigione e recupero dei pazienti.