Cellulari, esperto del Cnr: "Non ci sono prove ​di rischio tumore"

Ma meglio usare gli apparecchi correttamente e con qualche precauzione. Il Ministero suggeriva l'uso del vivavoce e degli auricolari

Ieri, la Corte d'Appello di Torino ha stabilito l'esistenza di un nesso tra l'uso improprio e prolungato dei cellulari e la formazione di tumori cerebrali. Ma, uno studio dell'Iss della scorsa estate sosteneva che non ci fossero prove a sostegno di questa tesi. E ora, anche il Cnr specifica che non esiste "evidenza scientifica consolidata che questo possa accadere". Ma, sottolinea, è comunque consigliabile usarli con un po' di prudenza.

In un'intervista al Corriere della Sera, Roberto Moccaldi, responsabile della medicina del lavoro al Cnr, che si occupa proprio della protezione delle radiazioni dei campi elettromagnetici, spiega che i dati scientifici degli ultimi 30 anni "suggeriscono che l’uso dei telefoni cellulari non sia associato all’aumento del rischio di tumori". E ricorda proprio lo studio dell'Istituto superiore di Sanità che aveva analizzato tutti i dati delle ricerche pubblicate tra il 1999 e il 2017, affermando che "le radiofrequenze non possono causare neoplasie nelle zone più esposte del corpo durante le chiamate vocali".

La scienza, quindi, sembra smentire le convinzioni dei giudici che, a detta di Moccaldi potrebbero essersi basati, per pronunicare la sentenza, solamente sui "pochi studi che dimostrano l’esistenza di rischi legati all’uso dei telefonini. Questi studi costituiscono la nettissima minoranza rispetto a una massa di informazioni che invece smentiscono l’ipotesi di pericolo per la salute". La maggior parte degli studi, infatti, non ha registrato "un aumentato rischio oncologico tra chi usa il cellulare e la popolazione non esposta alle onde elettromagnetiche". Altre ricerche sono in corso, ma gli studiosi si aspettano una conferma dei risultati precedenti.

Nonostante non ci siano evidenze che dimostrino la pericolosità dei cellulari, è bene adottare alcuni comportamenti per farne un corretto uso, come ha suggerito la scorsa estate dal Ministero della Salute, su richiesta del Tar. In primo luogo, "in attesa che la ricerca approfondisca ancora qualche aspetto, può essere corretto raccomandare di tenere gli smartphone lontano dal corpo quando non vengono utilizzati", spiega l'esperto del Cnr. Il Ministero consiglia anche di usare auricolari e vivavoce e di "preferire l’invio di messaggi scritti o vocali alle conversazioni", così da tenere l'apparecchio più lontano dal corpo. "Viene poi spiegato- aggiunge Moccaldi- che l’esposizione alle onde avviene solo se l’utente parla e non quando ascolta, quando trasmette i dati e non in ricezione".

Commenti
Ritratto di Pajasu75

Pajasu75

Mer, 15/01/2020 - 09:55

... e non è ancora arrivato il 5G!!!

giovanni235

Mer, 15/01/2020 - 10:47

Fossi io il giudice di Torino indagherei immediatamente l'esperto CNR per ignorato allarme:un paio d'anni al fresco e cambierà idea.

Lotus49

Mer, 15/01/2020 - 10:56

Stabilire un rapporto di causa-effetto per una malattia che si sviluppa nell'arco di anni o di decenni è praticamente impossibile. Gli studi scientifici sono sempre pagati da qualcuno e, a seconda di chi paga, possono "provare" tutto e il contrario di tutto.

bernardo47

Mer, 15/01/2020 - 11:11

trattasi comunque di onde elettromagnetiche, anche se lievi di intensita' e durezza, ma i danni si cumulano negli anni! percio' puo' ben essere che......Nel caso specifico si e' trattato di un uso abbastanza continuo del cellulare di una quindicina di anni per lavoro.....

corto lirazza

Mer, 15/01/2020 - 11:31

e costui come si permette? se l'ha detto un maggistrato....

HARIES

Mer, 15/01/2020 - 14:29

@giovanni235 Concordo con te! Sempre ammesso che quell'esperto CNR esista davvero! E' evidente che con il 5G i rischi aumenteranno all'ennesima potenza, ma nessuno sta prendendo provvedimenti. Per bloccare eventuali disastri su questo argomento, ci vuole un piccolo esercito di Magistrati.

trasparente

Gio, 16/01/2020 - 12:56

Anche l'amianto non faceva male...