Combattiamo l'obesità: è sempre ad alto rischio

Luisa RomagnoniLa pancia che cresce. Quei 4-5 chili, presi nel giro di poco tempo ma che non vanno giù. Tutto sommato, si finisce poi per accettarli. Sono invece un campanello d'allarme da ascoltare, perché forse il cambiamento repentino di peso, è l'inizio di un processo che può portare allo sviluppo di obesità. Vale a dire di una vera e propria malattia. Complessa, multifattoriale, pericolosa. Una delle più diffuse del mondo moderno, in costante crescita. Si calcola che ne sia affetto il 10 per cento degli italiani, mentre il 40 per cento è sovrappeso. Con il suo carico di comorbidità, dalle malattie cardiovascolari al diabete, l'obesità rappresenta anche un peso gravoso per il sistema Paese: ben 9 miliardi di euro tra costi sanitari, calo di produttività, assenteismo, mortalità precoce. Oggi si cerca di combatterla con nuove armi terapeutiche. «Di obesità si muore». afferma Michele Carruba, direttore del Centro studi e ricerca sull'obesità, dell'università di Milano. «Quando si comincia a prendere peso, bisogna domandarsi il perché di questo cambiamento e rivolgersi ad uno specialista per identificare gli eventuali errori che hanno fatto ingrassare. Se non si agisce subito, si corre il rischio, altissimo, di sviluppare l'obesità, malattia che ha la caratteristica di autoalimentarsi. Una persona su tre in sovrappeso diventerà poi obesa». L'eccesso di peso rappresenta la causa principale di diabete tipo 2, a sua volta associato a un più elevato rischio di malattie cardiovascolari. Sul fronte del trattamento, arriva una nuova terapia che favorisce la perdita di peso. «Sino ad oggi l'obesità è stata una malattia piuttosto orfana di cure», afferma Paolo Sbraccia, presidente della Società italiana dell'obesità (Sio). «Erano più di 10 anni che si attendeva un nuovo farmaco, ora finalmente disponibile. Liraglutide, un analogo del GLP-1 che si è dimostrato efficace nel trattamento del sovrappeso e dell'obesità. È un farmaco intelligente, che interagisce con uno specifico interruttore nel cervello che regola l'appetito. È efficace e sicuro, dotato di un meccanismo d'azione specifico per la riduzione del peso».