Convivono con il virus 15 milioni di europei

Luisa Romagnoni

L'Europa libera da epatite C? Possibile immaginare di raggiungere questo obiettivo, nei prossimi anni? Secondo quanto emerge dal 51° International liver congress, tenutosi a Barcellona (oltre 10mila i partecipanti), il momento è propizio, per combattere in modo efficace l'infezione (15 milioni di persone in Europa convivono con il virus dell'epatite C). Merito soprattutto delle nuove terapie antivirali ad azione diretta. Sono potenti e funzionano in un ampio numero di pazienti con Hcv, ma non in tutti: una piccola percentuale (circa il 5 per cento) infatti, non ottiene beneficio. E per questa popolazione, oggi, le opzioni di ri-trattamento a disposizione, sono limitate. Si studiano nuovi approcci clinici. «Uno dei problemi che abbiamo, quando si ha un regime terapeutico cui risponde oltre il 95 per cento delle persone, è riuscire a studiare adeguatamente quella piccola quota (1,2 per cento) che non beneficia della terapia e capire le cause del fallimento», spiega Stefano Fagiuoli, Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo. «Per questi pazienti, che hanno sviluppato dei ceppi di virus C resistenti o parzialmente resistenti alle combinazioni di farmaci, dovremmo mettere in atto la strategia di rescue, basata non più sulle convenzionali combinazioni disponibili sul mercato, ma su tre regole: vale a dire, usare sofosbuvir come base della terapia, aggiungere ribavirina per aiutare la risposta e uno o più farmaci, di classi che non agiscano con quella che ha dato resistenza, oppure nuove molecole».Tra le nuove combinazioni di antivirali in studio sono stati presentati dati relativi ad una nuova triplice terapia orale: sofosburiv/velpatasvir, più il composto sperimentale GS-9857. I risultati emersi da studi, indicano che per i pazienti con Hcv, nei quali i trattamenti precedenti con DAAs avevano fallito, la tripla combinazione porta a un alto tasso di risposta virologica sostenuta, in tutti i genotipi di Hcv. Non solo epatite C. Ma anche epatite B. Per il trattamento di questa infezione (sono circa 14milioni i pazienti in Europa), al Congresso si è parlato di nuove terapie innovative.