Così le lacrime ci proteggono

La secchezza oculare può provocare infezioni come congiuntiviti e cheratiti

Luigi CucchiFino al 21 aprile si moltiplicheranno le iniziative per la prevenzione e la cura della sindrome dell'occhio secco, una patologia che l'Organizzazione mondiale della sanità ha definito «tra le più ignorate e sottovalutate della società moderna». L'occhio secco era considerato un semplice disturbo oculare che non meritava approfondite indagini cliniche. Oggi si è consci che il film lacrimale rappresenta una specie di barriera liquida e dinamica, che nutre e protegge la superficie dell'organo della vista dalla polvere, dal vento, dalla disidratazione, dai mille fattori esterni che possono creare problemi. La ridotta secrezione lacrimale è la causa principale della sensazione di «occhio secco (xeroftalmia)», che provoca frequenti irritazioni e infezioni come congiuntiviti e cheratiti. L'importanza della prevenzione e della cura della sindrome dell'occhio secco è stata precisata dal dottor Lucio Buratto, coordinatore del Centro Italiano Occhio Secco, promotore dell'iniziativa e prima struttura dedicata alla cura di questa patologia. «Un occhio secco, asciutto, vede male e se è vero che questo può essere causato dall'età e da scompensi ormonali, dobbiamo ricordarci che tra le principali cause vi sono anche lo smog, l'inquinamento e il microclima: siamo sempre più usi a tenere chiuse porte e finestre di casa e questo mancato ricircolo dell'aria può causare secchezza oculare. Un altro fattore di causa sono i device elettronici o meglio l'uso esagerato che se ne fa: l'attenzione durante la lettura è molto intensa e questo porta ad ammiccare (sbattere le palpebre) molto meno del solito, causando una secchezza oculare. A questo va aggiunto il nostro regime alimentare, spesso carente di vitamine, di acqua e di tutti quei nutrienti essenziali per l'idratazione del nostro organismo e quindi dei nostri occhi. Senza contare alcuni farmaci che se usati troppo possono peggiorare questo disturbo, come gli ansiolitici, gli antidepressivi o i sostituti ormonali». Dopo la menopausa, ben il 45% delle donne si lamenta di avere sintomi come l'occhio arrossato, la difficoltà di messa a fuoco, fenomeni di transitorio offuscamento visivo, la sensazione di occhio secco, riduzione della tolleranza alle lenti a contatto: si tratta di sintomi talmente comuni e persistenti da essere stati classificate con il nome di «discomfort syndrome», che sta ad indicare l'aspetto cronico di un persistente fastidio e disagio oculare. Dopo 7-8 anni dall'inizio della menopausa l'involuzione delle ghiandole lacrimali diventa irreversibile. Per questo è importante fare una diagnosi tempestiva e, soprattutto, iniziare per tempo le adeguate terapie sostitutive lacrimali a base di acido ialuronico o altre lacrime artificiali per ripristinare una normale secrezione. Le variazioni ormonali legate al periodo menopausale possono facilitare l'insorgenza di cataratta, del glaucoma e delle degenerazioni maculari anche in età precoce e favorire patologie su base immunologica come alcune infiammazioni della tiroide. Una campagna di screening gratuiti è stata promossa dal Centro italiano occhio secco di Milano (Cios), una struttura diretta dal professor Luigi Marino. L'occhio secco in Italia colpisce il 90% delle donne in menopausa e il 25% della popolazione over 50. Presto sarà attivato il Registro Italiano Occhio Secco, la prima iniziativa di raccolta dati per studiare questa sindrome. Un controllo oculistico può evitare complicazioni difficilmente curabili.