Così si blocca l'emorragia

Dai campi di battaglia le conoscenze utili per ridurre le vittime del terrorismo

Luigi Cucchi

«Fermate il sanguinamento, comprimete la ferita, salvate una vita». Con questo programma è stato lanciato negli Stati Uniti dall'American college of surgeons (la Società dei chirurghi statunitensi) una campagna sanitaria di soccorso in caso di ferite gravi con emorragie degli arti. Obiettivo: si vogliono insegnare le metodiche operative ai pubblici dipendenti, agli studenti e a tutti i volontari del soccorso. Sono misure salvavita se realizzate entro i primi minuti e per questo vanno applicate da chi è presente ad una emergenza in mancanza di operatori sanitari. Il pronto intervento di un cittadino volonteroso nel tamponamento delle emorragie gravi può ridurre la mortalità in caso di attentati terroristici, incidenti e disastri naturali.

Nel numero di marzo della rivista ufficiale dell'Associazione si indicano le azioni che possono salvare una vita. Occorre agire in fasi successive: tamponare la ferita fortemente con le mani o qualunque mezzo a disposizione, poi mantenerla compressa con fasce di tenuta che verranno distribuite nei punti nevralgici delle città come già si sta facendo per i defibrillatori. Sono stati realizzati dei posters didattici da distribuire nelle città. Questa iniziativa deriva dalle esperienze acquisite nel controllo delle emorragie esterne dalle truppe combattenti in Iraq e Afghanistan. Il comitato che ha coordinato questa campagna comprende fra gli altri Jonathan Woodson, del dipartimento della difesa statunitense, Alexander Eastman, direttore dell'associazione dei trauma Centers, John Holcomb capo dell'emrgenza dell'università del Texas. Le emorragie che necessitano un'azione di pronto soccorso sono quelle conseguenti a ferite soprattutto degli arti che interessano grossi vasi che vanno compressi con energiacontro una parete ossea o fibromuscolari per risultare efficaci. Le compressioni devono essere mantenute fino all'approccio chirurgico. La compressione stretta di un vaso può dare luogo a fatti ischemici periferici o a complicanze di rivascolarizzazione tardiva. Il blocco della circolazione arteriosa mantenuto per troppo tempo, con il mancato arrivo di sangue ai tessuti, può produrre proteine dannose per l'intero organismo. Al controllo dell'emorragia deve seguire il ripristino rapido del flusso vascolare. Per questo va annotato il tempo di inizio della manovra. La compressione di un vaso lesionato per incidente nel corso di un intervento viene insegnata ai giovani chirurghi come prima mossa da attuare con le dita o il pugno della mano per controllare l'emorragia. Questo approccio si vuole ora far conoscere al pubblico per ridurre la mortalità da dissanguamento dopo lesioni vascolari. La tempestività dell'intervento è sempre fondamentale: i volontari delle ambulanze già applicano queste metodiche anche in Italia. Sembra però che non sia a loro permesso intervenire in modo diretto con la somministrazione di farmaci antidolorifici. Gli incidenti che provocano emorragie importanti possono derivare anche da lesioni di vasi minori nei pazienti sottoposti a terapie anticoagulanti che sono sempre più numerosi tra gli anziani con fibrillazione atriale o altri problemi come i rischi embolici da trombosi venose croniche degli arti inferiori.

Le immagini dei corpi straziati a Bruxelles e a Parigi hanno provocato sgomento, alcuni feriti con lesioni vascolari morti per dissanguamento potevano essere salvati bloccando l' emorragia.