Così si può prevenire l'assalto delle zanzare

Regola numero uno: eliminare i focolai di proliferazione. L'utilizzo di repellenti e piante

Viviana Persiani

È proprio vero, siamo sul finire dell'estate, ma ogni giorno, ancor più ogni sera, ormai fino a settembre inoltrato, le zanzare disturbano la nostra quiete, tormentandoci. Pur dotate della medesima arma che utilizzano per provvedere al loro nutrimento, le zanzare che ronzano tra la popolazione italiana si possono suddividere in ben 70 specie, anche se di queste, 4 sono particolarmente fastidiose. Di recente, è caduta l'attenzione sulla zanzara tigre, l'incubo delle giornate estive: nera a strisce bianche, attiva durante il giorno e non solamente dall'alba al tramonto, punge e fugge molto rapidamente rendendosi difficile da uccidere.

La zanzara comune, invece, marrone chiaro, passa all'offensiva di sera e di mattino presto ed è conosciuta per il fastidiosissimo ronzio che sa produrre. Chi vive in città la conoscerà benissimo: la piccola vampira si riproduce in piccoli ristagni d'acqua e si sposta poco.

La zanzara anofele, invece, ben più grossa di quella cittadina, si è ambientata perfettamente all'ambiente rurale, dove si sviluppa nelle vicinanze di stagni e paludi. La sua puntura è particolarmente fastidiosa. Per finire con la zanzara di risaia che, marrone e lievemente striata, può volare diversi chilometri, si sposta in sciami ed è in grado di infestare ampie aree nelle ore serali per poi sparire prima che giunga la notte.

Per conoscere più da vicino l'universo zanzara, presso l'Orto Botanico di Brera, a Milano, l'entomologo Andrea Drago e il referente di Assocasa, Pierpaolo Zambotto, durante l'incontro «Zanzare... che problema?!» (organizzato da Puliti&Felici e promosso da FederchimicaAssocasa) hanno dissolto alcuni dubbi su questo insetto, offrendo un vademecum per la prevenzione e il contenimento della sua diffusione. Ma come mai anche a settembre è possibile essere punti dalle zanzare?

Le femmine depongono le uova nell'acqua o sulla sua superficie: proprio le larve affrontano tutte le fasi di sviluppo. Se i maschi vivono dai 10 ai 15 giorni, le femmine sono più longeve: riproducendosi più volte, possono vivere da 1 a 4-5 mesi. Come ci si può difendere, dunque, dagli attacchi delle zanzare?

È risaputo che il loro habitat naturale è costituito dall'acqua stagnante: attenzione ai tombini e ai sottovasi, ma anche ai fitotemi (microsistemi acquatici), alle pozzanghere, alle risaie fino alle grandi aree che caratterizzano le zone umide e costiere. L'eliminazione di questi focolai di proliferazione è un primo passo da fare, anche se è consigliato anche un intervento sulle larve avvalendosi di prodotti come pastiglie effervescenti antilarvali. E contro le zanzare già adulte?

Via libera a zanzariere, emanatori di ultrasuoni o ventilatori, trappole per zanzare, oppure all'uso di indumenti chiari capaci di interferire con la loro percezione dei colori. I repellenti, sotto forma di creme e spray chimici a base di DEET o icaridina sono un buon aiuto, come l'utilizzo di piante come la citronella, il geranio, la calendula, la lavanda e il basilico che emanano profumi fastidiosi per le zanzare. E che dire, invece, di insetticidi e insettifughi? E delle famose piastrine, degli zampironi, delle soluzioni nebulizzate e degli altri liquidi insetticidi?

Sia le sostanze chimiche sia i repellenti, devono rispondere a precisi requisiti, in termini di efficacia e sicurezza d'uso, garantiti dal ministero della Salute.

Insomma, senza trascurare interventi di disinfestazione da affettuare su siepi che circondano i giardini, l'attività molesta del fastidioso insetto non è così inevitabile. Come si dice: meglio prevenire che curare.