Crescono le speranze nella lotta contro il tumore del polmone L'importanza di un biomarcatore

Riccardo Cervelli

Nuove speranze per le persone con carcinoma del polmone non a piccole cellule. Bristol-Myers Squibb, multinazionale farmaceutica all'avanguardia nella ricerca in immuno-oncologia, ha annunciato che uno studio clinico di fase III (noto come CheckMate -227) ha dimostrato che una terapia che combina i farmaci nivolumab e ipilimumab, in prima linea di trattamento, rispetto alla chemioterapia, si è conclusa con buoni risultati di sopravvivenza libera da progressione. Lo studio è stato attuato con pazienti con carcinoma del polmone non a piccole cellule (Nsclc) avanzato che presentano elevato carico mutazionale (Tumor Mutation Burden, Tmb), indipendentemente dall'espressione di Pd-L1 (una caratteristica che impedisce ai linfociti di riconoscere il tumore e che rende quindi quest'ultimo capace di continuare a proliferare).

Per capire l'importanza di questo studio, bisogna partire dal Tmb. Di che cosa si tratta? Nel tempo, le cellule cancerogene accumulano mutazioni che non sono normalmente osservate nelle cellule normali. Il carico mutazionale del tumore o Tmb è un biomarcatore quantitativo che riflette il numero totale di mutazioni nelle cellule tumorali. Queste cellule con elevato Tmb hanno alti livelli di neoantigeni (antigeni tumorali), che si pensa possano aiutare il sistema immunitario a riconoscere i tumori e indurre un aumento delle cellule T che combattono il cancro e la risposta antitumorale. Il Tmb è un tipo di biomarcatore che può aiutare a predire la probabilità che un paziente risponda alle immunoterapie.

Nello studio CheckMate -227, il Tmb è stato valutato utilizzando il test, validato analiticamente, della Foundation Medicine denominato FoundationOne CDx. Inoltre, basandosi su un'analisi ad interim per la sopravvivenza globale (Os), il Data Monitoring Committee ha raccomandato il proseguimento dello studio.

«Il Tmb è emerso come importante biomarcatore di attività immunoterapica. Per la prima volta, questo studio di fase III mostra una sopravvivenza libera da progressione superiore con la combinazione di farmaci immunoterapici, in prima linea, in una popolazione predefinita di pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule ed elevato Tmb», ha affermato Matthew D. Hellmann, ricercatore e oncologo al Memorial Sloan Kettering Cancer Center. Giovanni Caforio, medico, presidente e ceo di Bristol Myers-Squibb, ha commentato: «Crediamo che questi risultati di CheckMate -227 rappresentino una svolta nella ricerca sul cancro e un significativo passo in avanti nel determinare quali pazienti con tumore del polmone, in prima linea, possano trarre maggiore beneficio dalla combinazione di nivolumab e ipilimumab. Questi dati confermano la nostra profonda conoscenza della biologia tumorale, delle principali possibilità della medicina traslazionale e l'impegno a sviluppare nuovi approcci per i pazienti oncologici».