Dolore no grazie

Sempre più spesso ricordo ai pazienti che gli alimenti sono le prime medicine che possiamo utilizzare. Devo ammettere che dicendo questa frase non brillo certo di originalità, visto che, in Oriente e in Occidente, questo concetto era ben chiaro già 2.500 anni fa. In un capitolo del Nei Jing Su Wen cinese (uno dei testi principali della Medicina Cinese del V secolo a.C) vengono citate le «sette fatiche»: «Mangiare troppo, guardare troppo, rimanere troppo a lungo seduti, restare troppo a lungo distesi, restare troppo a lungo in piedi, pensare troppo e avere rapporti sessuali troppo frequenti», descritte come i comportamenti che porteranno ad ammalarsi.

Posso affermare che questi «eccessi» siano, anche oggi, le principali cause dei problemi di salute. La citazione sopra riportata risulta estremamente «moderna», in particolare per quanto riguarda l'alimentazione e l'idratazione che risultano essere un tasto dolente per la maggior parte delle persone, sia per quantità sia per qualità, e che sono gli elementi su cui si potrebbe intervenire più facilmente.

L'utilità di una buona alimentazione, anche nella prevenzione e cura di alcuni tipi di dolori, è ben documentata: nella sfera della quantità, a esempio, vi è un rapporto chiarissimo tra sovrappeso e dolori articolari, ma anche tra anoressia e dolori articolari. Sulla qualità, basti pensare ai numerosi integratori che ogni giorno vengono prescritti per ridurre alcuni tipi di disturbi: potassio e magnesio per i crampi muscolari, la vitamina C per rafforzare le difese immunitarie, la vitamina B per i dolori legati ai nervi. A parte rari casi, queste prescrizioni potrebbero essere sostituite da consigli dietetici ad hoc per ogni paziente, tenendo conto sia della razione sia della natura degli alimenti.

*Agopuntore Spec. Anestesia e Rianimazione

Direttore Sanitario Sporting Medical Center