Per fermare il glaucoma ecco la «Canaloplastica»

Il dottor Brusini (Casa di cura «Città di Udine») spiega come è possibile abbassare stabilmente la pressione dell'occhio

Elisabetta De Dominis

È chiamato il ladro silenzioso della vista. Si tratta del glaucoma, una patologia che non dà alcun sintomo. Pertanto, dopo i 40 anni sono necessari controlli periodici, soprattutto se ne hanno già sofferto parenti stretti. «Sotto il termine glaucoma - spiega il dottor Paolo Brusini, per 17 anni direttore della SOC di oculistica dell'azienda ospedaliero-universitaria S. Maria della Misericordia di Udine e ora responsabile del servizco di oculistica della Casa di cura Città di Udine è compresa una serie di malattie che hanno in comune il danno al nervo ottico, di solito secondario a un aumento della pressione dell'occhio. La forma più comune è il glaucoma primario ad angolo aperto che interessa il 2 % della popolazione adulta. Le tecniche diagnostiche oggi sono molto evolute e, se vengono fatte per tempo, consentono diverse cure, che vanno dalle terapie mediche con colliri, per abbassare la pressione dell'occhio, ai trattamenti laser, soprattutto la trabeculoplastica selettiva SLT. Il trattamento chirurgico si presenta di vario tipo: alla trabeculectomia tradizionale si sono aggiunti interventi non perforanti, tra cui il più efficace è la canaloplastic».

Il dottor Brusini è stato tra i primi in Italia a praticare la canaloplastica e, tuttora, ha la casistica di interventi più alta: quasi 500 in 8 anni. Inoltre, fa formazione agli oculisti italiani, organizzando corsi di chirurgia pratica, per diffondere questa tecnica difficilissima da realizzare, perché si lavora su spessori di millesimi di millimetro.

In che cosa consiste la canaloplastica?

«È un'operazione poco invasiva, che non presenta gli effetti collaterali della trabeculectomia, e abbassa stabilmente la pressione dell'occhio. Si scolpisce un piccolo sportello a livello della sclera, la parte bianca dell'occhio, al di sotto del quale si crea un altro sportello che scoperchia il canale sottostante (il canale di Schlemm che circonda l'occhio), il quale viene incanalato con una microsonda di 200 micron di diametro che percorre il canale per 360 gradi, fuoriuscendo dall'altra estremità aperta in precedenza vicino all'entrata. Si fissa un filo sottilissimo di prolene, non riassorbibile, all'estremità della sonda che viene ritirata in senso retrogrado e tolta dall'occhio. Il filo è annodato strettamente in modo da mettere in tensione e allargare il canale, risolvendo così il collasso causato dal glaucoma e restaurando il fisiologico deflusso dell'umore acqueo».

Controindicazioni?

«Il glaucoma ad angolo chiuso oppure chi è stato già operato con la tecnica di trebeculectomia. Tuttavia per la prima volta in Italia abbiamo effettuato con successo l'intervento di canaloplastica anche in alcuni pazienti già operati con tecnica tradizionale. Ciò apre nuove prospettive».

E per il glaucoma ad angolo chiuso?

«Si effettua un'operazione fistolizzante o si interviene asportando il cristallino con l'operazione di cataratta».

La trabeculectomia quando si deve comunque effettuare?

«Rimane la tecnica di elezione in alcuni tipi di glaucoma, soprattutto quando un paziente ha più di 40 anni e altri interventi non hanno funzionato; nei pazienti giovani il foro tende a chiudersi a causa dei processi di cicatrizzazione».