Hiv: risultati promettenti da un vaccino sulle scimmie

Dalle scimmie potrebbe giungere un vaccino per l'Hiv: ecco cosa dice uno studio di lungo corso, che mira a esaminare tutti i ceppi esistenti del virus

Si potrebbe essere molto vicini a un vaccino per proteggere le persone dall'Hiv.

Gli scienziati Scripps Research Institute - di cui fanno parte il ricercatore Dennis Burton e il suo team - sono al lavoro su questo da ben 20 anni e uno studio pubblicato su "Immunity" attesta che sarebbero sulla strada giusta. Nell'articolo si parla infatti della loro strategia sperimentale, che al momento è stata utilizzata sui primati, nello specifico sulle scimmie macaco rhesus.

In base all'efficacia di questa terapia sperimentale, le scimmie arrivano infatti a produrre anticorpi neutralizzanti contro un ceppo di Hiv che assomiglia alla forma virale più comune fra gli uomini, chiamato virus Tier 2. Secondo lo studio, c'è anche una stima dei livelli di anticorpi neutralizzanti indotti dal vaccino e necessari per la protezione contro la malattia. Il virus dell'immunodeficienza umana si contrae attraverso il sangue di una persona infetta o per via sessuale - in quest'ultimo caso, il modo più comune per la prevenzione resta l'uso del preservativo.

Tuttavia, al momento, il vaccino è ancora ben lontano da eventuali test clinici sull'uomo. Eppure la questione lascia ben sperare, proprio perché i ricercatori hanno intrapreso una strada che appare essere a lungo termine e potenzialmente definitiva. L'obiettivo non è infatti isolare un singolo ceppo di Hiv - che in effetti è quello descritto nella ricerca - ma identificare le aree vulnerabili del virus e insegnare al sistema immunitario a produrre anticorpi - molti tipi, per i differenti ceppi della malattia - per attaccare quelle aree. L'ottimismo verso una possibilità per l'uomo di tutelarsi dall'Hiv è cauto quindi, ma c'è.