Le infezioni fungine vanno prevenute

Luisa RomagnoniCombattere le malattie infettive, è una sfida ardua. In particolare per le infezioni fungine invasive. Un fenomeno in continua crescita, legato soprattutto ad un numero sempre più elevato di persone gravemente immunodepresse o che hanno bisogno di cure in unità di terapia intensiva. Si tratta di infezioni ad alto rischio che pongono seri problemi per la vita dei pazienti fragili (il 70 per cento dei ricoverati). In quelli più critici, il tasso di letalità delle infezioni disseminate da Candida albicans (il fungo più frequentemente isolato in emocoltura), supera il 60 per cento e dipende dalla tempestività della diagnosi e dell'introduzione di un'appropriata terapia. Mentre nei pazienti oncoematologici che sviluppano un'aspergillosi invasiva, la malattia è gravata da una letalità che raggiunge il 90 per cento. Controlli più efficaci e una corretta prevenzione, potrebbero contribuire a ridurre i casi di questa problematica infettiva, del 20%. «Le infezioni batteriche fungine sono un'emergenza drammatica - afferma Marco Tinelli, segretario della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e direttore malattie infettive e tropicali, AO di Lodi. «Secondo dati forniti dai reparti di malattie infettive in Italia, il 54,6 per cento dei ricoveri riguarda le infezioni batteriche e fungine. Quindi la maggioranza dei casi. E' da considerarsi un'epidemia». I pazienti più colpiti, sono quelli gravemente immunocompromessi, in conseguenza a malattie come leucemie, linfomi, connettivopatie. «Una pronta diagnosi e il tempestivo inizio di un adeguato trattamento, sono strettamente necessari per ridurre l'impatto delle infezioni fungine invasive, in particolar modo delle sepsi da Candida», sottolinea Tinelli. Ricercare e mettere a punto future strategie contro questa condizione infettiva, ma anche contro infezione da Hcv e Hiv, è la sfida alla quale sono chiamati i 50 giovani ricercatori italiani, destinatari di altrettante borse di studio, assegnate dalla Simit, grazie a un'erogazione liberale di Merck & Co., tramite la sua consociata Msd Italia.