Io e la medicina del Benessere

Negli anni dedicati alla professione medica mi sono resa conto che il nocciolo della questione sanitaria è la prevenzione della malattia e non la cura, visti i limiti che accompagnano diagnosi e terapia. Spesso non si giunge a una diagnosi e altrettanto spesso non vi è una cura risolutiva. Nell'antica Cina i medici venivano pagati soltanto se riuscivano a mantenere in salute i pazienti. Questo significava per il medico ideare e suggerire «regole di condotta» che il paziente doveva osservare per non perdere la condizione di benessere e di efficienza psico-fisica. Tali norme comprendevano consigli di esercizi fisici, respiratori, persino l'attività sessuale veniva «regolamentata». Erano suggerimenti scaturiti dall'osservazione della natura e dall'interazione dell'uomo con la natura, dal pensiero scientifico e filosofico cinese, da cui nasce il concetto di medicina. Il medico era una figura di riferimento e, soprattutto, uomo di fiducia. In questi anni anche in Occidente si è sviluppato il concetto di Medicina del Benessere che vuole rivalorizzare la tradizione medica classica. Il che non significa rinnegare le tecnologie e i primati eccellenti ottenuti in termini di conoscenze e terapie, ma rispolverare e valorizzare il concetto di prevenzione vera.Traslare tali concetti nella realtà di oggi significa proporre al paziente sano valutazioni mediche e fisioterapiche, prima che si sviluppi il disturbo, e individuare lo squilibrio fisico e mentale prima che diventi sintomo e malattia. Nella nostra società questo buon uso della scienza medica è presente nei grandi team calcistici. Un esempio applicabile anche allo sportivo non professionista e, più in generale, a tutti, è l'integrazione dell'attività fisica e della posturologia. Un'eventuale correzione preventiva può limitare eventuali infortuni o distrazioni muscolari. Lo sviluppo di questa Medicina del Benessere è auspicabile: favorirebbe il miglioramento delle condizioni generali di vita.*Agopuntore, terapista del dolore