L'osteoporosi si previene Laura Morante testimonial

Undici società scientifiche unite per combattere la fragilità ossea. In Italia colpite 4 milioni di persone

Viviana Persiani

Uno slogan davvero efficace. «Fai la prima mossa, cura le tue ossa», una rima baciata dai molti significati. A partire dall'invito a non sottovalutare l'osteoporosi, malattia caratterizzata dalla riduzione della massa ossea che, si stima, in Italia, colpisca circa 4 milioni di persone, con trend ascendente. Una patologia silente e progressiva, i cui costi, economici e sociali, possono e devono essere contenuti. «Si pensi che, solo in Italia, nel 2017, sono state 560mila le nuove fratture da fragilità, con un costo per il Sistema sanitario di 9,4 miliardi; in assenza di strategie preventive, si prevede che aumentino del 22,6% nel 2030, portando la spesa sanitaria a 11,9 miliardi», come ha spiegato Stefano Gonnelli, Professore Ordinario di Medicina Interna all'Università di Siena, membro del Coordinamento Scientifico dell'iniziativa e Presidente della SIOMMMS.

Si capisce il motivo del desiderio di riportare alta l'attenzione sull'osteoporosi e sul rischio di rifrattura, affidando a Laura Morante il ruolo di testimonial della più grande iniziativa di sensibilizzazione sulla prevenzione della fragilità ossea, mai realizzata in Italia, che ha riunito 11 società scientifiche (specialistiche e di medicina generale), Federfarma, ANMAR Onlus - Associazione Nazionale Malati Reumatici Onlus e Senior Italia Federanziani, realizzata grazie al supporto incondizionato di Abiogen Pharma e Italfarmaco.

Laura Morante, tra le più apprezzate e talentuose artiste italiane, presta, per la prima volta, il volto per sensibilizzare sulla fragilità ossea e promuoverne la prevenzione primaria e secondaria. Attraverso vari canali video e cartacei, la Campagna si rivolge, in modo particolare, agli over 50, la parte della popolazione più a rischio di fragilità ossea. Ai tradizionali strumenti advertising, sono stati affiancati materiali informativi messi a disposizione nei centri anziani distribuiti sul territorio nazionale, un sito web (www.curaletueossa.it) con consigli pratici per pazienti e caregiver e una pagina Facebook. Prevenire, si sa, è meglio che curare. Poiché le fratture da fragilità non sono un inevitabile segno dell'invecchiamento, ma una conseguenza dell'osteoporosi che porta al progressivo indebolimento delle ossa, devono essere gestite come eventi clinici prevenibili.

Nella gestione delle fratture da fragilità, gli aspetti da migliorare vanno dalla diagnosi di osteoporosi, che il più delle volte avviene solo dopo il ricovero causato da una frattura da fragilità, alla gestione del paziente. L'informazione mirata, poi, è una tra le frecce indispensabili per contrastare il dilagare della malattia e poterla prevenire, conoscendone i fattori di rischio. A volte, semplicemente adottando dei comportamenti improntati alla salute - come un'alimentazione corretta, l'attività fisica quotidiana, la limitazione di fumo e alcol - si possono ottenere risultati molto positivi. Ci sono poi i casi di soggetti ad alto rischio di frattura o vittime di una frattura da fragilità pregressa. Per loro, occorre una prevenzione secondaria, affiancando un'adeguata terapia farmacologica, prescritta dal medico e personalizzata in base alle specifiche caratteristiche del paziente, a una supplementazione di calcio e vitamina D che massimizzino l'efficacia dei farmaci. Da tutto questo, si evince l'importanza di «Fai la prima mossa, cura le tue ossa», che ha l'obiettivo di riportare alta l'attenzione sul tema della fragilità ossea, proponendo soluzioni concrete per una migliore gestione dell'osteoporosi e del paziente vittima di frattura, sottolineando l'importanza dell'appropriatezza e della persistenza terapeutica.