L'uso prolungato di aspirina e tachipirina può far perdere l’udito

Uno studio svolto su un campione di oltre 55mila donne ha rivelato come l'uso eccessivo di aspirini e tachipirina possa gravare sull'udito delle persone

Secondo uno studio prospettico condotto dai ricercatori del Brigham and Women's Hospital di Boston su un campione di oltre 55 mila donne l'assunzione per un lungo tempo di farmaci di uso comune come antidolorifici alla stregua dell'antipiretico paracetamolo, dell'antiinfiammatorio non steroideo ibuprofene o dell'aspirina possono causare danni all'udito.

"Ecco i rischi di aspirina e tachipirina"

La ricerca, già effettuata nel 2010, ha confermato quanto gli stessi autori avevano già scritto, l'utilizzo prolungato di questi farmaci nuoce all'udito, specialmente nelle donne. Nel 5,5%, le volontarie hanno riferito problemi di perdita dell'udito, in stretta correlazione con l'uso dei farmaci analgesici, in particolare del paracetamolo e i dei Fans, ovvero farmaci antiinfiammatori non steroidei. Il rischio cresce in proporzione con l'utilizzo di tali farmaci, infatti le pazienti che hanno assunto antidolorifici per oltre 6 anni hanno evidenziato un rischio maggiore rispetto a quelle che ne hanno assunti solo per uno.

Gli studiosi tengono a sottolienare che le statistiche raccolte non sono state influenzate dalla circonferenza della vita, dall'indice della massa corporea (BMI) o dalla presenza di un particolare disturbo: il tinnito. Ovvero un disturbo nel quale i pazienti avvertono sibili, rumori e fischi nell'orecchio. Tutti i dettagli dello studio sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica American Journal of Epidemiology, come precisato da FanPage.

Video che ti potrebbero interessare di Salute

Commenti
Ritratto di bandog

bandog

Mer, 21/12/2016 - 12:56

Ehhhhhh,cosaaaaaa hai dettoooo?

cecco61

Mer, 21/12/2016 - 19:39

Dal mio punto di vista meglio vivo e un po' sordo che morto con un udito perfetto: una cardioaspirina al giorno per il resto della vita. Il problema non sono gli effetti collaterali dei farmaci, se necessari, ma l'uso indiscriminato per ogni nonnulla.